Il Tirreno

Pontedera

Imu, aliquota massima per le case vuote

di Emilio Chiorazzo

Per la prima abitazione, però, si pagherà meno di quanto si versava di Ici. Le agevolazioni per gli immobili rurali

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PONTEDERA. L’Imu, l’imposta municipale unica, sugli immobili, peserà su chi ne ha più di uno e lo tiene sfitto. Sarà addirittura più leggera, per le prime case, rispetto a quel che si pagava di Ici, nel 2007.

La tassa di soggiorno, invece, graverà su chi viene a da fuori, a visitare o per lavoro, in città. Resta invariata l’addizionale Irpef, mentre le altre tariffe (quelle del trasporto scolastico, la mensa, il suolo pubblico e i servizi cimiteriali) sono stati adeguati al costo della vita: un ritocco intorno al tre per cento. In sintesi il bilancio del Comune di Pontedera è tutto qui. Almeno, questo è il risultato di un percorso che l’amministrazione comunale ha fatto con le organizzazioni sindacali e che ha prodotto un protocollo di intesa che contiene alcuni accordi raggiunti dopo il dialogo con le parti sociali. «Non è stato facile – spiega il sindaco Simone Millozzi – anche perché le tre manovre, quelle dell’estate scorsa fatte da Berlusconi e l’ultima varata da Mario Monti, hanno prodotto, per il Comune di Pontedera, un mancato trasferimento di quattro milioni di euro.Soldi che hanno pesato nella redazione del bilancio per il quale abbiamo dovuto fare delle scelte».

I punti cardine. Quattro i settori su cui poggia la manovra: la famiglia, l’istruzione, il sociale e il lavoro. «Abbiamo cercato di tutelare – prosegue Millozzi – le fasce più deboli. Questa la filosofia con la quale abbiamo adottato le misure».

Il peso dell’Imu. Per le prime case sarà applicata la tariffa base decisa dal governo Monti: il 4 per mille. «Che rispetto all’Ici che si applicava nel 2007 – spiega il sindaco – è più bassa di mezzo punto».

Ecco le altre aliquote: per le case sfitte sarà applicata l’aliquota massima, quella più penalizzante, 1,06 per cento. E lo stesso accade per i fabbricati strumentali dati in affitto ad altri.

Le agevolazioni. Sono due, principalmente, riguardano tutte le case che non solo utilizzate come principali e che sono affittate: per queste si applica un’aliquota ridotta di 2 punti, vale a dire lo 0,86 per cento. E la stessa aliquota verrà applicata per i fabbricati strumentali che vengono utilizzati, invece, direttamente dal proprietario per produrre reddito attraverso un’attività lavorativa.

Gli immobili rurali. Anche per questo tipo di immobili, è stata prevista un’aliquota ridotta rispetto a quanto deciso dal governo Monti: 0,1 per cento, anziché il doppio (0,2). «Abbiamo pensato – spiega l’assessore al bilancio, Marco Papiani – che il peso sarebbe stato eccessivo, per questi immobili per i quali la legge prevede l’accatastamento qualora non ci sia stato ma, soprattutto, la rivalutazione catastale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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