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Bientina, scatolificio in liquidazione

Bientina, scatolificio in liquidazione

BIENTINA. Chiuso. Non c’è più spazio per la sperare di rimettere in moto lo Scatolifico Bientina. La morte annunciata è ufficiale da ieri. Il rito si è consumato al tavolo di concertazione che si è...

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BIENTINA. Chiuso. Non c’è più spazio per la sperare di rimettere in moto lo Scatolifico Bientina. La morte annunciata è ufficiale da ieri. Il rito si è consumato al tavolo di concertazione che si è tenuto a Lucca per una crisi che accomuna i destini dell’azienda bientinese alla Corsonna di Castelvecchio Pascoli, due realtà entrambe di casa Marcucci. Adesso è il tempo della liquidazione.

Il giudice ha omologato il progetto di liquidazione con cui i macchinari della Bientina passeranno alla Ser.Graf di Casale Monferrato (Alessandria). Il tutto a fronte di una cifra che vale circa la metà del prezzo di mercato delle attrezzature, tra uno e 1,5 milioni di euro. Si lavora alla riconversione dell’attività. Niente più carta, ma spazi aperti a imprenditori desiderosi di investire nel sito e rioccupare i 48 lavoratori. Tutti collocati in cassa integrazione straordinaria fino al 22 aprile. Poi, dovrebbe attivarsi al cassa in deroga per tutto il 2012.

Al progetto lavorano i sindacati di concerto con il Comune, la Provincia e la Regione. Il primo obiettivo è garantire ossigeno ai lavoratori con la Cassa in deroga.

«Seguiamo da vicino la vicenda – conferma il sindaco Corrado Guidi –. Non sono tempi facili perciò non è affatto scontato che si riesca a trovare un imprenditore disposto a investire nel sito in fase di dismissione lanciando nuove attività». In realtà, l’amministrazione è impegnata a sondare le disponibilità di aziende locali. Ma c'è cautela perché le trattative sono ai primi passi.

La vendita dei macchinari frutterà i soldi che permetteranno di recuperare quanto necessario per soddisfare le pendenze con dipendenti, fornitori e banche. Un ombrello per l’imprenditore Marcucci, che dovrebbe evitare l’onta del fallimento. Ma una sciagura per tutti quelli che hanno legato i loro destini all’impresa.

La sfida di dare una svolta in positivo affidata ad Angelo Rosi, che dal presidente della Regione Enrico Rossi ha ricevuto il mandato, non ha dato frutto.

Manolo Morandini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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