La manifestazione
Vivaldi ha due avversari politici in più
Si rafforza l’opposizione a Montopoli: nasce il Gruppo misto, con Rifondazione Comunista e Psi
MONTOPOLI. Lo strappo di metà mandato è stato ufficializzato nel consiglio comunale di lunedì sera. Nasce, tra i banchi consiliari di Montopoli, il secondo gruppo d’opposizione, composto dall’ex assessore di Rifondazione Giuseppe Novino e dalla consigliera Psi Maria Vanni (già vicesindaco nella prima giunta Vivaldi). È il cosiddetto Gruppo Misto, con Novino nel ruolo di capogruppo, che abbandona una maggioranza ormai monocolore Pd, se pur sostenuta senza rappresentanti anche da Comunisti Italiani e Italia dei Valori. Una formalità per il consiglio comunale, che lunedì ha preso atto di una spaccatura ormai evidente da mesi. Uno strappo aperto già all’indomani delle elezioni con la costituzione della squadra di giunta da parte del sindaco Vivaldi, e proseguita poi «su molti altri temi, alcuni noti altri meno» ha detto Vanni, per divenire insanabile con il lungo scontro sull’accordo per la gestione dell’Arpat di San Romano, culminato con la revoca delle deleghe all’assessore Novino. La nuova geometria politica di Montopoli vede quindi una maggioranza di 9 membri Pd (tra cui 4 assessori), più i 5 consiglieri del gruppo Montopoli Futura e da oggi il Gruppo Misto Psi-Rifondazione.
Rispettare il programma. «Le motivazioni del nostro dissenso ormai sono chiare», ha detto Novino, spiegando che il nuovo gruppo risponderà soltanto al programma elettorale presentato nel 2009. «Vogliamo portare avanti quanto promesso ai cittadini con la coalizione “Insieme per Montopoli” – ha spiegato – senza la quale difficilmente avremmo avuto questo esito elettorale. Di conseguenza, quando la maggioranza andrà in direzione del programma voteremo favorevolmente, viceversa saremo contro». «Vogliamo essere un’opposizione costruttiva – ha aggiunto Maria Vanni – perché quando una battaglia è giusta lo è a prescindere dalla tessera che abbiamo in tasca».
I numeri della maggioranza. «È bene mettere alcuni punti fermi – hanno ribattuto i consiglieri Pd Samuele Fiorentini e Fabio Bartoli –. Questa giunta ha tutti i numeri per andare avanti. E lo sta facendo nel modo migliore in un momento di grave difficoltà. Ci auguriamo che questo nuovo gruppo porti davvero un contributo costruttivo». «Nessuno chiede le dimissioni – ha detto invece Luca Matteoli di Montopoli Futura – ma è un fatto che questa amministrazione non rappresenta più la maggioranza dei cittadini. Dalle prossime elezioni cambieranno tante cose nei comuni della zona».
Le proteste di Tesi. Dai banchi dell’opposizione è stato poi il consigliere Massimo Tesi a spostare il punto della discussione, tirando in ballo un recente volantino di Rifondazione, nel quale si parlerebbe di Montopoli Futura come di un’opposizione silenziosa e connivente al Pd. «Affermazioni indecorose – ha detto Tesi –. Io non mi sento né nullo né silenzioso: magari abbiamo piuttosto un modo diverso di fare politica. In questi tre anni abbiamo proposto un progetto di razionalizzazione delle scuole comunali, suggerimenti al regolamento urbanistico, oltre a due varianti per la viabilità, ma il sindaco e la giunta, a tutt’oggi, si sono guardati bene dal confrontarsi con noi su questi argomenti. E lo stesso è successo all’interno delle consulte di frazione».
Il punto del sindaco. «È bene sgombrare il campo – è intervenuta infine il sindaco Alessandra Vivaldi –: non siamo ancora in campagna elettorale. La nascita di un nuovo gruppo è un fatto legittimo e frequente, e non si può certo dire che a questa giunta manchino i numeri. In merito alle osservazioni di Tesi, ricordo che tutti i consiglieri hanno gli strumenti, che vi invito ad utilizzare, per portare momenti di discussione all’interno del consiglio, anziché limitarsi a scrivere missive personali al sindaco».
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