Il Tirreno

Pontedera

Sanità, un centro per tutta l’area

di jacopo Paganelli
Sanità, un centro per tutta l’area

Il progetto presentato a Bientina: servirà cinquantamila utenti di quattro Comuni e costerà 4 milioni

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BIENTINA. Un progetto che vale 4 milioni di euro, con una superficie di più di 2mila metri quadrati e un bacino di utenza potenziale di più di 50mila abitanti. Che comprenderà, oltre a Bientina, anche Santa Maria a Monte, Buti e Calcinaia. Queste le cifre del nuovo centro socio-sanitario che sorgerà nella città di san Valentino, proprio accanto allo stadio, in via Caduti di Piavola. «L’idea dell’opera ci venne nel 2009», esordisce il sindaco Corrado Guidi alla firma del protocollo d’intesa con la Usl di Pontedera. Già, perché l’intento parte da una sinergia fra ente comunale - che mette a disposizione il terreno su cui sorgerà il plesso – e l’azienda sanitaria presieduta da Rocco Damone, che si è presa in carico la progettazione e l’esecuzione, tramite i finanziamenti della Regione Toscana. Accanto al primo cittadino, durante la presentazione, lo stesso Damone e Massimo Bascherini, capo del team di progettisti composto da Stefano Zucchelli, Alessandro banti, Sandro Ticciati e Maurizio Novelli. «La sede dell’attuale distretto è di soli 4cento metri quadri», prosegue Guidi. «All’inizio avevamo intenzione di raddoppiare. Poi, anche attraverso il dialogo con la Società della Salute, abbiamo deviato su una costruzione ex novo». Nel mezzo, anche alcune movimenti immobiliari. Il municipio cederà infatti alla Usl la residenza per anziani, in cambio della piena proprietà della casa famiglia per malati psichiatrici. Verranno liberati inoltre il centro diurno e l’attuale distretto. E gli edifici che entreranno nella disponibilità immobiliare del Comune potranno essere anche riqualificati o venduti, magari per finanziare altre opere di pubblica utilità. «Otterremo un servizio che ha una portata quattro volte superiore a quella attuale, in un polo unico che avvicina attività sportive, sociali e sanitarie». I lavori potranno partire fra poco, visto che il regolamento urbanistico che destina l’area al settore dei servizi risale al 2008.

«La Usl sta lavorando a una strategia che mira al radicamento sul territorio», entra nel merito Damone. «Al giorno d’oggi occorrono quanto mai risposte di prossimità, in cui si utilizza il ricovero ospedaliero solo per patologie acute. In questo senso abbiamo dato corpo a un progetto che guardi il più possibile al domani, in un’ottica strategica di circa dieci anni».

Si tratta di un edificio lineare, avvolgente e sviluppato su due piani, come indica Bascherini commentandone il rendering. Che, peraltro, tiene conto delle indicazioni nate dall’esperienza del personale sanitario sul campo.

«Avremo mille e settecento metri di edificio chiuso, più 3cento settanta di terrazze aperte. A terra ci saranno servizi con flussi importanti di utenti per un tempo limitato, come prelievi e prenotazioni. Sopra, uffici e ambulatori». In più due spazi aperti: uno servirà ai bambini che usufruiranno dei servizi pediatrici, mentre l’altro per il relax degli utenti. I lavori dovranno finire entro il 2015. «Si tratta di un’eredità importante che lasceremo alle future amministrazioni», chiosa il primo cittadino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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