Attenzione
Dissociatore, stop alla sperimentazione
L’impianto era in funzione all’interno della discarica di Legoli: è stato smontato e restituito al mittente
PECCIOLI. Il dissociatore molecolare che la Belvedere spa aveva deciso di sperimentare all’interno della discarica di Legoli è stato smontato. Ed è già stato restituito all’azienda che lo aveva fornito alla società di Peccioli, con quote del Comune e un largo azionariato popolare. E ora di dissociazione molecolare, almeno per i progetti che riguardano la Valdera, non si parla più. La nuova scommessa rispetto al trattamento e allo smaltimento dell'immondizia che finisce in discarica non ha dato i risultati sperati.
L’impianto di Peccioli è costato circa 400mila euro. Un altro mega dissociatore doveva nascere a Gello (su richiesta di Ecofor service) anche se per i rifiuti speciali e non per irifiuti solidi urbani). Differenza di tipologia di rifiuto che era saltata agli occhi di chi, cittadini ed associazioni, seguiva con attenzione l’evolversi del progetto poi accontonato.
Per tornare alla sperimentazione di Peccioli i rifiuti urbani, attraverso il dissociatore servivano a produrre combustibile da energia termica o elettrica. In questa prima fase l'energia ricavata doveva servire per una serra di circa duecentocinquanta metri quadrati, che era stata allestita vicino al dissociatore. Un orto nella discarica. Nella sperimentazione era coinvolta Energo, società produttrice della tecnologia.
«Non abbiamo accantonato l’idea della sperimentazione – dice il presidente della Belvedere, Renzo Macelloni – ma pensiamo di farlo con nuove tecnologie. L’impianto che abbiamo attivato aveva bisogno di modifiche molto costose. Non abbiamo trovato di volta in volta un accordo rispetto agli interventi da realizzare e così siamo arrivati al contenzioso legale che poi ha portato allo smantellamento del dissociatore». A questo punto anche la sperimentazione tra Pontedera e Peccioli non esiste.
Eppure nell’ultimo anno si è parlato molto ( e quante proteste...) di progetti e sperimentazioni di nuove metodologie per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Ecco alcuni passaggi.
Renzo Macelloni, a gennaio 2011, informa la Regione e la Provincia di Pisa, oltre all’Arpat, che il gassificatore è spento. L’ultima prova di gassificazione dei rifiuti risale al 28 giugno 2010. Da quel momento l’impianto non è stato riavviato per il contenzioso legale con la società che ha fornito impianto e tecnologia a Belvedere nel luglio del 2009.
Oggi Renzo Macelloni spiega che il contenzioso con la società fornitrice dell’impianto è stato risolto con una transazione economica. Pur con il dissociatore di Peccioli fermo da mesi, a febbraio 2011 arriva un accordo tra Peccioli e Pontedera che toglie Ecofor Service da un’ imbarazzante situazione e chiude una serie di contestazioni rispetto al progetto di un dissociatore molecolare su scala industriale che Ecofor Service voleva realizzare (con un investimento da oltre 30 milioni) a Gello. Quando la Provincia deve esprimersi sul progetto di ampliamento della discarica per rifiuti speciali non pericolosi di Gello ai cittadini raccontano che l’idea del mega-dissociatore è congelata.
E del resto - ora è chiaro - la prima sperimentazione fatta a Peccioli non aveva dato risultati incoraggianti.
Si ferma il percorso partecipato per la decisione sul dissociatore molecolare di Gello. L'azienda “sposa” il progetto (già arenato...) di Belvedere. La sperimentazione doveva continuare a Peccioli con il coinvolgimento di Belvedere, del Centro universitario in biomasse ed energia, la società Waste Recycling e Nse spa. Questo quanto dichiarato alla Provincia al momento di chiedere le autorizzazioni per l’ampliamento della discarica. Una volta messi a punto sistemi e metodi per ricavare energia dai rifiuti, attraverso la dissociazione molecolare, Ecofor (come detto anche alla conferenza dei servizi della Provincia del 23 giugno 2011) tornerebbe a bomba con il progetto per realizzare a Gello un impianto di gassificazione dei rifiuti.
Di fatto niente di quanto è stato presentato un anno fa ha avuto un seguito. E dei risultati della campagna sperimentale che dovevano essere presentati entro dicembre dello scorso anno non c’è traccia. Però Ecofor Service è andata avanti sulla strada dell’ampliamento e ha ottenuto le autorizzazioni per dare il via libera all’operazione.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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