Sicurezza
Pirogassificatore, attesa per l’udienza davanti al Tar
CASTELFRANCO. È in programma questa mattina al Tar l'attesa udienza preliminare sul pirogassificatore della Waste Recycling. Il giudice amministrativo dovrà vagliare tutti e tre i ricorsi...
CASTELFRANCO. È in programma questa mattina al Tar l'attesa udienza preliminare sul pirogassificatore della Waste Recycling. Il giudice amministrativo dovrà vagliare tutti e tre i ricorsi presentati da Comune di Castelfranco, Comitato Antinquinamento e Rifondazione Comunista, decidendo innanzitutto se ci sono gli estremi per una sospensione dell'autorizzazione concessa lo scorso dicembre alla Waste, in attesa della sentenza. Un atto in cui tutto il fronte del no spera vivamente e che costringerebbe la ditta a fermare per alcuni mesi i lavori, già avviati, di messa a punto dell'impianto. Un’opera di allestimento che in questi mesi è andata avanti e che, in assenza di sospensione del giudice, potrebbe portare alle prime prove d'accensione già fra la fine di aprile e la prima metà di maggio. Oltre alla Provincia di Pisa e alla Regione Toscana, che si presentano di fronte al giudice per difendere la correttezza del loro operato e quello dei loro uffici, sembra si siano costituite parte in causa anche la Asl 11 di Empoli, il Ministero dell'Ambiente e, con tanto di memoria, l'Arpat. Tutti enti peraltro chiamati a processo dal ricorso del Comitato, insieme all'Asl 5, all'Autorità di Bacino e al Comune di Castelfranco. Comuni a tutti i tre ricorsi, ovviamente, i riferimenti ad azienda e Provincia.
Intanto, sulla possibile sospensione cominciano a scatenarsi, insieme alle speranze, anche le preoccupazioni e le eventuali reazioni. «Come amministrazione comunale siamo fiduciosi e speriamo che i tre ricorsi, separati tecnicamente ma di fatto uniti da un iter che fin dall'inizio li vede correre paralleli, possano giungere ai risultati sperati – afferma il sindaco di Castelfranco Umberto Marvogli –. Sarà preoccupazione mia e della maggioranza valutare, al momento opportuno, un eventuale ricorso al Consiglio di Stato nel caso gli esiti non siano favorevoli. E' presto per parlarne, ma tutto è possibile». Parole che sono seguite da quelle di Aurora Rossi, presidente del Comitato. «Guardiamo con speranza all'esito della prima udienza, seppur coscienti di essersi messi contro i poteri forti – commenta Rossi –. In ogni caso ci facciamo coraggio con le quasi 11mila firme che come Comitato abbiamo allegato al nostro ricorso, di cui 4.500 contro l'impianto della Waste e 6.500 raccolte quasi 10 anni fa contro l'allora progetto della Resapel. Nel caso poi che le cose non vadano come speriamo, già a partire dalla richiesta di sospensione, crediamo che a quel punto il Comune dovrebbe coerentemente farsi carico di un ricorso Consiglio di Stato». (n.d.m.)
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