Italia
Il Tar respinge il ricorso dell’Uliveto spa
Legittimo il canone applicato dal Comune per ogni metro cubo di acqua, la società dovrà pagare anche gli arretrati
VICOPISANO. Il tribunale amministrativo regionale della Toscana ha respinto il ricorso contro il Comune di Vicopisano presentato dalla società Acqua e Terme di Uliveto spa rispetto al canone dell'imbottigliamento della nota minerale.
Lo scorso giugno il Comune ha deciso di aumentare la somma che l'Uliveto dovrà versare nelle casse dell’ente locale come ritorno alla collettività per lo sfruttamento della sorgente della nota minerale. Una decisione che era nell’aria da tempo ma che cambia l’atteggiamento dell’amministrazione nei confronti dell’azienda ulivetese. Tanto che in passato la questione ha animato intere campagne elettorali e fornito argomenti al confronto politico.
Vicopisano, che come tutti i Comuni è in cerca di risorse, chiede alla società Acqua e Terme di pagare un canone di 1,70 euro al metro cubo d'acqua imbottigliata (con uno sconto se l’acqua va nelle bottiglie di vetro) applicando la legge regionale che ha ridisciplinato la materia delle acque minerali. Sono stati chiesti alla Terme anche gli arretrati dal 2009 (cioè da quando è entrata in vigore la legge regionale al 31.12.2010)
L’Uliveto fin da quando il Comune le ha notificato la decisione ha contestato la cifra di 1,70 euro a metro ritenendola penalizzante per gli impegni economici che la società ha portato avanti finora nei confronti del Comune. I legali della società hanno fatto inoltre presente che il canone non è proporzionato a quello applicato ad altre minerali che si pongono in diretta competizione con l’Uliveto
Il ricorso riguardava anche gli oneri arretrati che ammontano a 370mila euro per il 2009 e a 458mila del 2010. La società Acqua e Terme, anche di fronte al Tar, ha ricordato i soldi spesi per la scuola elementare di San Giovanni-Vicopisano, la riqualificazione del Lungarno Garibaldi a Uliveto con collegamento al parco termale e il palazzetto dello sport.
Inoltre ogni anno l'Uliveto ha versato al Comune 200 mila euro di contributi e versato oltre centomila euro come contributo consortile a favore del corsorzio per la gestione e lo sviluppo del parco termale di Uliveto i cui bilanci sono sempre in rosso. Rispetto al parco termale probabilmente ora che è in atto un contenzioso con l’Uliveto il Comune potrebbe interrogarsi sulla “filosofia” di un percorso di gestione probabilmente da rivedere. La convenzione in atto dovrebbe scadere nel 2022. L’Uliveto aveva chiesto un rinnovo anticipato.
La legge regionale sullo sfruttamento delle sorgenti minerarie ha introdotto alcune novità a vantaggio dei Comuni, come osserva anche il Tar nella sentenza. E Vicopisano le ha colte al volo. E ora, dopo la sentenza del Tar, passerà all’incasso.
Le amministrazioni con la nuova normativa hanno un margine d’azione piuttosto ampio, ancorato a parametri valutativi piuttosto elastici. Il Tar ritiene che il Comune non abbia utilizzato in maniera illegittima il potere che gli è stato dato dalla legge regionale. L’Uliveto rappresenta una minerale ampiamente commercializzata e che si colloca nella fascia alta del mercato delle acque minerali. Per cui, secondo il tar, il canone indicato è idoneo: 1,70 euro a metro con una riduzione del 40% per l’acqua imbottigliata nel vetro.
Il Tar ha condannato la società della nota minerale ha pagare le spese di giudizio, circa seimila euro.
La sentenza è di pochi giorni fa. Il Comune al momento non ha ancora spiegato neppure ai gruppi di minoranza come intende procedere. Fermo restando che a questo giro ha portato a casa un risultato positivo.
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