Il dolore
Perle di amarcord nell’autobiografia di Cavalier Guerrini
TERRICCIOLA. Perle di un amarcord carico di ricordi. Condivise con chi è stato accanto al Cavaliere – come lo conoscono a Terricciola e dintorni – durante il suo lungo mandato a servizio della...
TERRICCIOLA. Perle di un amarcord carico di ricordi. Condivise con chi è stato accanto al Cavaliere – come lo conoscono a Terricciola e dintorni – durante il suo lungo mandato a servizio della comunità. Anzi, delle comunità. Già, perché Ferdinando Guerrini è stato sindaco giovanissimo di Terricciola, di Palaia e fattore in moltissime fattorie della zona, in un’Italia a cavallo fra fascismo, guerre mondiali e boom economico. Il suo flashback, nonostante gli ottantaquattro anni all’anagrafe, è ancora nitidissimo. Tanto che Guerrini ha anche composto un libro di memorie. Un’autobiografia ricca di aneddoti presentata sabato sera all’agriturismo “La Sorgente”. «Ferdinando è stato un personaggio chiave della Valdera», entra fiero nel merito il genero Michele Di Gianni. Diplomato in agraria e fattore a Villa Saletta, Pratello e alle fattorie Ferretti, Guerrini è stato una chiave di volta della storia della Democrazia Cristiana in Toscana. Forti i suoi contatti con personaggi della Costituente del calibro di Gronchi, Leone, Togni e Fascetti. «Una volta un ministro venne in visita a Terricciola. Tutto il comune aveva strade bianche; alla fine, dopo varie sollecitazioni, riuscimmo a farne asfaltare tutti e trentasei i chilometri». Un impegno a trecentosessanta gradi quello del Cavaliere. Tanto che oggi ha una panca riservata in chiesa e un cassetto personale al bar, e tutti lo ricordano come il padre nobile di importantissime manifestazioni come la Festa dell’Uva e la Sagra della Lepre. A cui si aggiungono anche gli incarichi importanti nell’ambito della Misericordia e del tessuto sociale e culturale cittadino. Senza di lui, Miss Toscana non sarebbe probabilmente realtà. «Il Cavaliere ha sempre avuto un motto – ha proseguito Di Gianni –. Tanti nemici, tanto onore: è stato perennemente un uomo del fare». Adesso Ferdinando è impegnato nella conduzione dell’agriturismo e nella cura della famiglia.
Jacopo Paganelli
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