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Lo aspettano e lo minacciano sotto casa

Lo aspettano e lo minacciano sotto casa

Sotto choc il vicepresidente del comitato contro l'impianto a biogas, «Falla finita», e gli puntano qualcosa al petto

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SANTA MARIA A MONTE

“È l’ora di finirla...”. Poche parole che hanno lasciato il segno. Due uomini, alcune sere fa, hanno atteso vicino a casa, in campagna, uno dei responsabili del comitato che si batte contro l’impianto a biogas che un privato vuole costruire a San Donato di Santa Maria a Monte. Lo hanno sorpreso nel buio e gli hanno puntato qualcosa contro, all’altezza del petto. «Potrebbe anche essere stata una pistola – spiega Antonio Tognarelli, quarantenne , imprenditore edile –. Purtroppo, non li ho visti in volto, sono rotolato in un fosso per la paura e lì sono rimasto fino a quando non sono arrivati i carabinieri». Erano le 20,30 di venerdì e da quel momento i componenti del comitato hanno cominciato a guardarsi intorno e a cogliere altri segnali che considerano preoccupanti.

L’ultimo episodio è avvenuto ieri. Tre persone del comitato, tra loro anche la vittima dell’aggressione, hanno avuto l’impressione di essere stati seguiti da un motociclista fino al circolo del paese. Un uomo che, pur fermo lungo la strada, non si è tolto il casco ed è fuggito appena i tre sono andati verso di lui per capire cosa stava facendo.

Episodi che i carabinieri stanno valutando. In particolare, altre minacce compiute nei confronti del vicepresidente del comitato. Negli ultimi giorni Tognarelli avrebbe ricevuto telefonate anonime in cui è stato invitato a dimettersi dal comitato. Non solo. Una sera, al termine di un incontro per organizzare le iniziative del comitato, il quarantenne si sarebbe accorto che qualcuno stava lanciando pietre contro la sua abitazione. «Sinceramente non mi sento più tranquillo – ammette – ma credo anche che non siano atti mirati alla mia persona, quanto a tutti noi. Perché è vero che ci siamo distribuiti le cariche, ma nel comitato siamo tutti sullo stesso livello. Se viene preso di mira uno di noi la questione riguarda tutti. Ne abbiamo parlato e finora avevamo deciso di non divulgare la storia delle minacce per capire che piega prendeva».

Di più Tognarelli non si sente di dire. Conferma che c’è una denuncia da lui presentata ai carabinieri di Santa Maria a Monte. Non nasconde che a questo punto vorrebbe che sulla vicenda si facesse un minimo di chiarezza.

L’imprenditore esclude che gli episodi delle minacce siano collegati alla sua attività professionale o nascano da altre motivazioni di carattere personale. «Non ho alcun problema sul lavoro o privato», ribadisce. Tutto fa pensare che gli episodi, su cui sono in corso indagini, siano in qualche modo collegati alla battaglia “politica” in corso a San Donato per dire no al nuovo impianto per la produzione di energia elettrica.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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