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Poste chiuse sale la protesta a Ponte a Egola

PONTE A EGOLA. Serrande abbassate da domani pomeriggio all’ufficio postale di Ponte a Egola. La novità decisa da Poste, nonostante le numerose proteste, entra a regime, ma c’è la speranza di un...

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PONTE A EGOLA. Serrande abbassate da domani pomeriggio all’ufficio postale di Ponte a Egola. La novità decisa da Poste, nonostante le numerose proteste, entra a regime, ma c’è la speranza di un ripensamento.

«La decisione annunciata da Poste Italiane è una scelta assurda, che priva tantissimi cittadini provenienti da un territorio molto vasto di un servizio che finora è stato intensamente utilizzato: bene ha fatto il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini a protestare duramente contro questa decisione». Così i segretari Pd Massimo Baldacci dell’Unione comunale e Michele Fiaschi del circolo di Ponte a Egola. Che aggiungono: «Se esistono nella zona del Valdarno Inferiore problemi di riassetto della rete degli uffici postali, devono essere discussi con i Comuni che stanno avviando il percorso per la costituzione dell’Unione di comuni, in un quadro di rispetto delle esigenze di tutti gli strati della popolazione e di tutte le aree del territorio».

Sulla stessa linea anche il circolo del lavoro Idv di Poste italiane. «Questo provvedimento non ci convince e riteniamo che il sindaco, dopo le doverose e appropriate parole, chieda alla Prefettura la sospensione della chiusura e che venga fatta una verifica più attenta». E concludono: «È inaccettabile che la frazione più popolosa del comune di San Miniato, che già sopperiva ai gravi disagi di tutta la Val d'Egola dovuti alle chiusure degli uffici di La Serra e Corazzano, venga lasciata allo sbando».

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