Il Tirreno

Pontedera

Il peso del biogas «Ossidi di azoto come 5mila case»

di Nilo Di Modica

Il Comitato stima il carico ambientale dell’impianto San Donato, si schiera per il “no” anche la Pro Loco

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SANTA MARIA A MONTE. Comincia a dare i primi frutti lo studio del comitato Tutela salute e ambiente di San Donato sul progetto dell’impianto a biogas. Il fronte del “no”, infatti, sta preparando una fitta serie di osservazioni da portare in conferenza dei servizi. Prescrizioni, rilievi e note che il comitato ha intenzione di portare all’attenzione anche degli altri enti preposti a dare un parere, come Arpat e Asl, e della Soprintendenza .

«Studi da cui sono emersi dati molto preoccupanti – spiega il presidente del comitato Williams Busdraghi –. Da una stima preliminare, effettuata in collaborazione con tecnici esperti, il carico di emissioni degli ossidi di azoto è equivalente a quello di circa 5mila abitazioni. Un dato sconcertante, specie considerando gli effetti che queste sostanze hanno sui bambini, per i quali sono documentate influenze negative per l’accrescimento polmonare e nello sviluppo di patologie come l’asma. Tutte cose che ci preoccupano non poco, considerando che l’impianto si troverà a soli 450 metri dall’asilo e dalla scuola materna di San Donato».

Timori che saranno ribaditi in occasione della nuova assemblea di martedì 20, a partire dalle 21,30 presso i locali del circolo Arci della frazione, alla quale interverranno Marco Mazzoncini, docente alla facoltà di Agraria dell'Università di Pisa, Nicoletta Franceschini dell'Azienda ospedaliera di Cisanello e il legale del comitato Antonella Fontana. Un modo per fare il punto sullo stato della battaglia, che i membri del comitato assicurano essere molto sentita nel paese.

Arriva anche la condanna da parte del presidente della Pro loco Marco Bertolini, che in una lettera ironicamente indirizzata “ad un caro amico” se la prende con i politici favorevoli all’impianto. «Caro amico, la Provincia di Pisa sta tentando di riportarci ai nefasti anni ‘70, quando il cromo delle concerie di Santa Croce aumentò il tasso di mortalità di cancro – scrive Bertolini –. Penso che alcuni politici che abbiamo eletto nella provincia abbiano la memoria corta o siano ignoranti (nel senso etimologico della parola). Oppure ci sono interessi tali per cui sono disposti a sacrificare la vita e la serenità degli altri pur di raggiungere i loro obiettivi personali». E conclude: «Non so se la forza della disperazione della gente di San Donato e di quei politici che ci sono a fianco potranno fare il miracolo e far recuperare il senno a quelle quattro schegge impazzite in provincia, ma cosa ne dici di prendere i nomi di tutti i politici che vogliono questa mostruosità, in modo da cassarli da ogni elezione futura e rimandarli a lavorare?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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