Il Tirreno

Pontedera

Contro le estetiste che lavorano al nero parte un esposto

Contro le estetiste che lavorano al nero parte un esposto

Le titolari di alcuni centri estetici chiedono più controlli per mettere un freno a chi improvvisa un mestiere

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CASCINA. Dopo l’esposto servito a denunciare la presenza di estetiste-casalinghe alcune titolari di attività di estetica hanno scritto di nuovo all’Asl di Pisa, al comando provinciale della guardia di finanza, alla polizia municipale di Cascina e Pisa. La concorrenza sleale nei confronti delle estetiste non è solo quella che si concretizza quando qualcuno svolge a casa servizi che normalmente vengono fatti in un centro estetico. «Questa volta – affermano le firmatarie dell’esposto - vogliamo fare presente un altro grave problema che riguarda il nostro settore: nella zona in cui lavoriamo, cioè il comune di Cascina, ci sono diversi negozi di parrucchiera che a nostro avviso non sono in regola».

Per quale ragione? «All’interno dei negozi di parrucchiera vengono effettuati interventi di estetica senza avere i requisiti minimi richiesti per il settore estetico. Vale a dire l’autorizzazione comunale anche per estetista, locali idonei allo svolgimento di questa attività. A nostro avviso non sono osservate neppure le norme igienico sanitarie di base».

Le estetiste che hanno firmato l’esposto si chiedono per quale ragione i controlli effettuati finora sono stati così “blandi” da non avere rilevato il problema. Mentre ai centri estetici sono richiesti una serie di adempimenti burocratici e fiscali che, specialmente in tempi di crisi, rendono più complicata la vita a chi lavora nel settore.

«La mancanza di requisiti minimi, richiesti obbligatoriamente ad una qualsiasi attività di estetista – continua l’esposto – porta allo svolgimento di questa attività in maniera abusiva. Tendente a rimanere sotterranea e lontana dai controlli di routine ai quali noi estetiste siamo puntualmente sottoposte. Anche in questo caso possiamo parlare di concorrenza sleale. Questa volta che avviene sotto gli occhi di tutti e per la quale ancora una volta non abbiamo alcuna possibilità di intervento».

Se non quella di denunciare pubblicamente la situazione nella speranza di sensibilizzare chi deve fare i controlli ad andare a capire cosa realmente succede. «Non vorremmo essere ripetitive – aggiungono – ma se mettiamo insieme coloro che esercitano abusivamente l’attività di estetista a casa e i parrucchieri “indisciplinati” che offrono ai clienti servizi da centro estetico a noi rimane ben poco da lavorare».

Nel mirino della protesta ci sono quei parrucchieri che lasciano lavorare nei propri saloni ragazze pronte a fare manicure, sopracciglia, trucco e altri servizi da estetista e che magari vengono pagate anche al nero oltre a non essere sicuro che siano state adeguatamente formate. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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