Il Tirreno

Pontedera

Protti e i detenuti, vince il ricordo dell’ex direttore

di Andreas Quirici

Grande successo del primo memorial Graziani sul campo del Maschio di Volterra Terza la Banda Bassotti che batte i finanzieri; prima l a polizia penitenziaria

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VOLTERRA. «Su questo campo di calcio abbiamo respirato un'aria diversa». Vittorio, 60 anni, da più di 20 in carcere per omicidio, rapine e altri reati, non ha giocato nella Banda Bassotti, la squadra dei detenuti che ha partecipato al primo quadrangolare in memoria dell'ex direttore del Maschio, Renzo Graziani, insieme a rappresentanze dei carabinieri, della guardia di finanza e della polizia al campo delle Ripaie di Volterra. Tra il pubblico anche la moglie di Graziani.

«È stato un pomeriggio particolare perché fatto in memoria di una persona che ho conosciuto negli anni ’70 – riprende – quando sono passato per la prima volta da Volterra. Ha saputo innovare e percorrere una strada che ci permette oggi di vivere dignitosamente pur in carcere». La Banda Bassotti si è aggiudicata il terzo posto battendo i finanzieri per 5-2 (dopo aver perso in semifinale con i carabinieri), anche grazie a una doppietta di Cristiano Puddu, 35 anni, detenuto da 11 e con ancora 12 anni da scontare.

«La classica storia della mia terra – racconta – In Sardegna giocavo in Promozione ed era da quando mi hanno arrestato che non calpestavo l'erba di un campo da calcio. E' stata davvero una gran bella sensazione. D'altra parte, Volterra è speciale. Qui ho riacquistato la dignità che avevo perso in tanti altri carceri». All'interno del Maschio «i ragazzi giocano in un campo stretto e in cemento e si sono trovati un po' in difficoltà alle Ripaie», giustificava ridendo l'ex bomber Igor Protti dopo la prima partita finita con una debacle. Salvo poi rientrare negli spogliatoi dopo la finale del terzo posto e dire: «La prima ci è servita per scaldarci, ma nella seconda siamo stati bravi». Protti e il tecnico Giuseppe Papadopulo sono stati i due personaggi illustri in un clima disteso e sereno. «È questo che contraddistingue il carcere di Volterra – ha spiegato l'ispettore capo Paolo Mercurio – e quel che è oggi questa struttura lo dobbiamo proprio a Graziani, persona illuminata che con coraggio ha introdotto corsi scolastici, teatrali, ma anche sportivi, creando un carcere modello in tutta Italia. E la nostra fortuna è quella di avere un suo successore come Maria Grazia Giampiccolo che ha saputo proseguire il suo lavoro». Il torneo è stato vinto, per la cronaca, dalla polizia penitenziaria che ha battuto ai rigori i carabinieri. Secondario il risultato sportivo (anche se in campo nella sfida conclusiva non sono mancati i battibecchi). Più importanti gli elementi di cordialità e perfetta accoglienza da parte della polizia penitenziaria che ha organizzato la giornata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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