Italia
«Non pagate quegli avvisi bonari»
Tassa di bonifica, nuovo appello: dobbiamo far abolire la gabella
POMARANCE. «Cittadini non pagate, sono avvisi bonari». Ancora una volta è il Comitato no-consorzi di bonifica a mettere in guardia gli abitanti dell’Alta Valdicecina contro gli avvisi bonari che, a centinaia, stanno arrivando in questi giorni, relativi al pagamento della tassa di bonifica 2011, inviaci per conto della ex Comunità Montana dalla società Sepi.
«Sono avvisi bonari per cui chi non paga non corre alcun rischio, né quello di vedersi aumentare l’importo né tanto meno quello di eventuali azioni legali, soprattutto ora che abbiamo vinto i ricorsi fin qui discussi dalle commissioni tributarie provinciali (ad oggi siamo oltre 170 ricorsi vinti e zero persi). Abbiamo ottenuto piena giustizia su una tassa imposta senza nessuna motivazione», sottolineano dal Comitato. E guardano al futuro: «Insieme dobbiamo estendere la nostra azione tesa a invitare i cittadini a fare ricorso per indurre gli enti preposti, Regione in testa e poi Unione dei Comuni, ad abolire questa gabella. Stiamo predisponendo il materiale per indire un referendum regionale per l’abrogazione di alcuni articoli della legge regionale relativa alla bonifica. Vogliamo fare appello al senso civico dei cittadini affinché, prima di pagare, riflettano se, in questi anni, abbiano davvero visto la realizzazione d’opere di bonifica tali da portare un beneficio diretto alle loro proprietà e una rivalutazione economica di esse. Oppure, come sosteniamo noi del “Comitato no consorzi di bonifica” e le Commissioni Tributarie Provinciali che hanno accolto i nostri ricorsi, che non è possibile estendere questo tributo a tutti i cittadini indistintamente».
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