Il Tirreno

Pontedera

Banca aiutaci o togliamo i conti

di Francesca Suggi
Banca aiutaci o togliamo i conti

Questione Solvay, reclamo di massa dei lavoratori alla Crv: intervenite per far ragionare il sindaco

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VOLTERRA. «Se gli oltre 800 correntisti tra ditte e lavoratori Solvay della Cassa di risparmio di Volterra intimassero la chiusura del loro conto? Chissà che dove non arriva la logica e la solidarietà non arrivi dio denaro». Detto fatto. Da Riccardo Baldanzi, uno dei circa 2mila dipendenti della multinazionale belga parte il primo reclamo ufficiale alla Crv.

Il reclamo di massa. Un reclamo che ha tutta l’aria di diventare di massa per chiedere un aiuto ufficiale all’istituto bancario per “fermare” il sindaco di Volterra Marco Buselli rispetto alle sue posizioni relativa alla delicata questione Solvay. Dopo il consiglio comunale urgente dell’altra sera a Volterra, convocato proprio sull’argomento, la forza lavoro dell’azienda, soprattutto quel gruppo di un’ottantina presenti in sala torna a casa amareggiato, deluso, preoccupato e con la voglia di intraprendere altre strade per portare l’amministrazione ad un cambiamento di rotta. Ovvero firmare il protocollo ponte come tutte le altre istituzioni dell’alta e Bassa Valdicecina, arrivare al rilascio delle due concessioni Cecina e Poppiano che permettano la continuazione dell’attività estrattiva.

Se la politica fa acqua ecco che Baldanzi lancia un’iniziativa che fa rumore. «Chiedo che la direzione della Crv sia parte attiva nei confronti del sindaco Buselli al fine di impedire la chiusura dello stabilimento», scrive l’operaio all’indirizzo mail ufficioreclami@crvolterra.it. «La stragrande maggioranza dei lavoratori e delle ditte hanno rapporti commerciali e conti correnti alla Crv nelle varie filiali di zona: purtroppo Buselli non ragiona e al momento è causa (solo) di 23 cassaintegrati dipendenti Solvay del settore trivellazioni di Ponteginori. Non vogliamo che la situazione degeneri e che la mancanza di sale porti all’arresto di importanti reparti produttivi nello stabilimento».

Banca aiutaci. L’aiuto che si chiede ai vertici della banca è uno: «Crediamo che per la Crv rappresentiamo un portafoglio clienti non indifferente e siamo disponibili a mobilitarci per il trasferimento delle nostre attività su altre banche se la situazione dovesse perdurare. Speriamo in un vostro aiuto». Baldanzi è il primo del reclamo di massa. La sua proposta sembra avere terreno fertile tra i colleghi. «L' idea è ottima visto che non ci considerano», rincara Fabrizio Bagnoli. Sulla stessa scia Mino Cavicchioli: «Visto che sindaco e soprattutto vice sindaco non ci considerano come lavoratori degni di attenzione, vediamo se considereranno i conti correnti».

Qui comitato. L’aria si fa pesante. È la conseguenza di quella respirata in consiglio. Anche se nessuno, nonostante le scintille, tantomeno il Comitato in difesa dell’Alta Valdicecina ha mai spinto per la chiusura dell’attività Solvay. Sostenendo che il lavoro deve continuare con garanzie maggiori di tutela del territorio, risorsa idrica e futuro di Saline. «Nel protocollo ponte si parla di un incremento di produzione di sale, così in 30 anni non ci sarà più materia prima e qui si chiude tutto. Speriamo che le istanze del Comune siano ascoltate, è impossibile andare a un accordo di programma senza Volterra».

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