Attenzione
Allarme dei sindacati «C’è un piano di Cdc, prevede 115 esuberi»
Nessuna conferma dall’azienda: il 23 si riunisce il Cda e tre giorni dopo illustrerà le decisioni ai lavoratori
PONTEDERA. L’allarme arriva direttamente dai sindacati. Problemi, alla Cdc,l'azienda informatica di Pontedera che, secondo quanto riferiscono proprio i rappresentanti sindacali, avrebbe pronto un piano con 115 esuberi su un totale di oltre 400 dipendenti. Motivo, il calo delle vendite dei suoi prodotti. Sempre secondo fonti sindacali, il consiglio d'amministrazione della società - che si riunirà il prossimo 23 marzo- discuterà le strategie da presentare ai sindacati nell'incontro che avverrà 3 giorni dopo nella sede dell'Unione industriale pisana.
I dati. Secondo quanto scritto nel sito internet ufficiale della società, nel 2010 Cdc ha registrato 345 milioni di euro (+9% rispetto al 2009) di fatturato consolidato stimato, con 430 dipendenti a livello di gruppo e 490 punti vendita. Non sono ancora disponibili i dati del 2011. Il piano, secondo quanto asseriscono le fonti sindacali, dovrebbe riguardare tutte le figure professionali in forza all'impresa che, nonostante alcune chiusure di punti vendita in Italia e alcune buone commesse ottenute, non sembra essere in grado di mantenere i livelli occupazionali attuali, a causa di un mercato che non recepisce più molti prodotti.
Due anni fa era stata avviata una procedura di contratto di solidarietà che scadrà il prossimo mese di giugno.
L’azienda. Nessuna conferma, dal quartier generale dell’azienda pontederese che ha avuto il merito di diffondere l’uso del computer nelle nostre famiglie.
Un piano di investimento. La congiuntura negativa c’è. E anche un percorso per contrastarla. Lo avevamo segnalato alla fine dello scorso anno: Cdc Spa prova a contrastare gli effetti di una congiuntura in negativo, che non accenna a risollevarsi. Il 2011 si è chiuso in rosso per circa 4 milioni. Da qui la scelta, dopo aver ampliato il perimetro di mercato, con l'allargamento dei canali commerciali, di provare a rilanciare stabilizzando il business.
«Nel 2011 il contesto di mercato fortemente negativo ha trovato il Gruppo già nell'assetto commerciale stabilizzato che era stato disegnato con il precedente piano industriale, ma con un livello di costi di funzionamento non più adeguato - spiegava, allora, Enrico Dell'Artino, amministratore delegato Cdc Spa – Le nuove condizioni macroeconomiche e di mercato, e la necessità di adeguare i parametri di marginalità dell'azienda ai nuovi scenari competitivi, hanno trovato, nel nuovo piano industriale, l'asse portante di una drastica ottimizzazione dei costi di funzionamento e della semplificazione delle modalità operative, senza compromettere la dimensione dei ricavi».
Anche la domanda di prodotti tecnologici è negativamente influenzata dalla congiuntura.
Il piano 2012-2014. Il Piano 2012-2014 di Cdc si basa sulla previsione del mercato dell'Information Technology di sostanziale stabilità rispetto alla situazione 2011, con l'attesa di una contrazione del mercato nel segmento distributivo, in cui opera il Gruppo.
Il mantenimento dei livelli di fatturato si coniuga a una decisa azione di riduzione dei costi di funzionamento nell'ordine del 20%, per consentire il recupero di livelli di profittabilità compatibili con il nuovo scenario di mercato e con la dimensione aziendale. Il tutto a fronte di una strategia delineata negli anni precedenti, relativa a una visione multibusiness e multicanale. La ricetta promette di chiudere l'orizzonte del piano, a fine 2014, con un fatturato di 337 milioni e un utile significativo: 1,3 milioni di euro, soglia che dovrebbe essere raggiunta già nel 2013.
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