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Pontedera

Turini ci riprova lunedì poi tocca al commissario

di Nilo Di Modica
Turini ci riprova lunedì poi tocca al commissario

Santa Maria a Monte: tra maggioranza e opposizione è muro contro muro ma niente crisi istituzionale, Giovannetti ha il diritto di entrare in consiglio

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SANTA MARIA A MONTE. Si fa lunga e in salita la strada per il ritorno alla normalità in consiglio comunale. Dopo le due sedute di lunedì e mercoledì, segnate dallo scippo delle opposizioni sulle votazioni degli ordini del giorno e dalla paralisi, si spiana la via verso la soluzione prefettizia. Un appello alle autorità superiori che sarebbe già stato inoltrato dal segretario comunale di Santa Maria a Monte, per un intervento sostitutivo che risolva la situazione.

Se la crisi istituzionale con scioglimento del consiglio non è all'orizzonte, dato il diritto inviolabile di Franca Giovannetti a subentrare al consigliere dimissionario Marco Massetani, servirà in ogni caso un intervento da parte di un commissario. Formalmente nominato “ad acta”, cioè delegato appositamente per adempiere all'unica operazione che oramai la maggioranza politica di Pd e Sel non è più in grado di garantire, il commissario dovrà quindi procedere d'ufficio alla surroga. Sostituzione che riporterà i due partiti che governano il Comune ad avere una maggioranza, seppur risicata, anche in consiglio comunale.

In tutto 10 consiglieri più il sindaco che, salvo colpi di scena, potranno portare a termine la legislatura. I passaggi per adesso sono obbligati, salvo qualche sfumatura. Una volta giunta comunicazione alla Prefettura di Pisa circa la situazione di stallo, ci sarà probabilmente un momento di consultazione con il Comune e poi con il Ministero dell'interno, per decidere se ad occuparsi della questione dovrà essere il prefetto o il difensore civico regionale. Dopodiché, una volta deciso il da farsi, seguirà la messa in mora del consiglio comunale, con diffida a procedere con gli adempimenti.

È a questo punto che sarà esplicitata una data entro la quale tutto dovrà essere risolto e si procederà alla nomina del commissario “ad acta” per adempiere alla surroga. La tempistica, stando almeno alle esperienze precedenti, dovrebbe occupare circa un mese, periodo nel quale il consiglio sarà fermo e l'attività comunale di certo ne risentirà.

Nel frattempo, nell'ottica di dare una prova della incapacità del consiglio a procedere, il sindaco David Turini ha convocato una nuova seduta per lunedì prossimo. Una convocazione che ha tanto le sembianze del “terzo round” e si risolverà quasi sicuramente in una nuova paralisi, salvo alimentare bagarre e polemiche già alte.

«Per la seconda volta consecutiva l’opposizione si è resa protagonista di un’azione ostruzionistica e antidemocratica, mettendo sul piano politico un argomento di natura puramente tecnica – dice Turini –. Se l’obiettivo era quello di fare un polverone le opposizioni ci sono riuscite, ma utilizzando un mezzo che è in pieno contrasto con le loro numerose e ripetute dichiarazioni da paladini della democrazia. In politica la forma è sostanza, perché il rispetto delle regole è fondamentale». E conclude: «La convocazione del consiglio comunale per lunedì 19 è necessaria per far capire al prefetto l’azione ostruzionistica e irresponsabile delle opposizioni. Poi sarà il commissario ad acta a ristabilire la vita democratica nel consiglio comunale. Solo dopo si potranno fare tutti i dibattiti che vogliamo sull’azione amministrativa di questa giunta e sulla sua sostenibilità politica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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