Sicurezza
Il sindaco non ce la fa Sarà il commissario a risolvere la paralisi
Santa Maria a Monte: è ancora muro contro muro tra maggioranza e opposizione sulla surroga del consigliere
SANTA MARIA A MONTE. Il sindaco David Turini non ce l’ha fatta. La sua maggioranza (costituita da Pd e Sel) è risicata e non ha più la consistenza per fare la voce grossa. L’opposizione (Pdl, Gruppo delle Colline, Gruppo Indipendente di Sinistra, Progetto per Santa Maria a Monte e Socialisti) ha di nuovo fatto muro e si è tolta una delle sue più grandi soddisfazioni politiche degli ultimi anni. Nei prossimi giorni, a Santa Maria a Monte dovrà salire un commissario “ad acta” appositamente nominato dal prefetto di Pisa per approvare il provvedimento di surroga di un consigliere di maggioranza e liberare dalle secche in cui si è incagliata l’imbarcazione del consiglio comunale.
Ieri sera, nella seduta convocata dal primo cittadino a distanza di appena 48 ore da quella del niente di fatto e delle accese schermaglie di lunedì, è andato in scena il medesimo copione. Dieci contro dieci: l’assise consiliare spaccata esattamente a metà sul voto relativo alla sostituzione del dimissionario Marco Massetani (Pd) con Franca Giovannetti (anch’ella Pd), che ovviamente non poteva prendere parte alla votazione. Un clima da resa dei conti, dopo le tante polemiche degli ultimi quattro anni tra giunta e minoranza.
Particolarmente duro il commento dell’assessore all’edilizia Andrea Luschi: «Mi vergogno di far parte – ha detto – di questo consiglio. Sono state violate le regole democratiche. Quello a cui abbiamo assistito lunedì è stato un colpo di Stato. Con il loro comportamento facinoroso, le opposizioni devono farsi un esame di coscienza». Luschi ha provato con il rivolgere un ultimo appello all’ala più moderata dell’opposizione, e cioè “Progetto per Santa Maria a Monte” e Socialisti, ma il suo tentativo è andato a vuoto. Da “Progetto per Santa Maria a Monte” Antonio Belcari ha mostrato un atteggiamento di netta chiusura, arrivando addirittura a chiedere le dimissioni di sindaco e giunta.
Pesanti come macigni le parole di Silvano Melani (Pdl), il quale ha paragonato il sindaco Turini al capitano Schettino della Costa Concordia. «Lunedì sera – ha affermato Melani – ha abbandonato la nave pensando di salvarsi. Ora c’è da augurarsi che il commissario che verrà non gli ordini di tornare a bordo».
Ha concluso un rassegnato Turini: «Prendiamo atto – ha sottolineato non senza ironia – che c’è una nuova maggioranza, che va da destra a sinistra (riferendosi in particolare al socialista Giacomo Bernardini e all’ex Prc Simone Grossi, ndr) e che d’ora in poi anche le surroghe sono una materia politica e sono quindi da trattare politicamente».
Nilo Di Modica
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