La manifestazione
le tappe
SANTA MARIA A MONTE. Un consiglio comunale surreale quello di lunedì sera, di quelli che non si faranno facilmente dimenticare malgrado i precedenti a cui è abituata la politica santamariammontese....
SANTA MARIA A MONTE. Un consiglio comunale surreale quello di lunedì sera, di quelli che non si faranno facilmente dimenticare malgrado i precedenti a cui è abituata la politica santamariammontese. Una semplice surroga, un atto formale, ha finito per scatenare una diatriba in cui ostruzionismo, quisquilie procedurali, accuse incrociate e un'inedita compagine multicolore di consiglieri hanno portato le opposizioni ad avere la meglio in consiglio comunale.
Il voto. Tutto è cominciato con la prima novità di questo ultimo anno di legislatura, il volto nuovo di Franca Giovannetti, la candidata di “Uniti per Santa Maria a Monte”, che all'ultima tornata elettorale era risultata seconda dei non eletti appena dietro Sabrina Malacarne. Dopo il diniego di quest'ultima, si sarebbe dovuto votare la surroga per far entrare a pieno titolo Giovannetti al posto del dimissionario Marco Massetani. Una cosa semplice che però si è scontrata con i numeri del consiglio, da tempo caratterizzato da una maggioranza retta con il voto determinante del sindaco ed il consiglio spaccato perfettamente a metà, 10 a 10. Una parità che a questo giro si è concretizzata malgrado, stavolta, il voto del primo cittadino. «Votiamo contro per dimostrare che la maggioranza, come abbiamo detto più volte, è politicamente finita e non è più in grado di procedere – ha dichiarato la capogruppo Pdl Manuela Del Grande –. In questi anni abbiamo assistito ad un ripetersi di scelte non condivise fatte a colpi di maggioranza. Questa volta, però, non si parla di una questione che può essere risolta col solito voto determinante del sindaco, qui ci si scontra col “quorum strutturale” e non accetteremo forzature o interpretazioni creative». Parole che sono state immediatamente seguite da quelle del sindaco, che ha voluto sottolineare la gravità della situazione che si stava venendo a creare. «Siamo di fronte ad un atto di irresponsabilità inaudita, che segna la storia di questo Comune – ha dichiarato Turini –. Una lesione gravissima del diritto dei cittadini ad avere un consiglio comunale integro ed una, altrettanto grave, della prerogativa di una consigliera legittimamente eletta a rappresentare gli elettori». L'abbandono della maggioranza. È a questo punto che sindaco e consiglieri di maggioranza, al fine di sbloccare la situazione rimandando il voto alla seconda convocazione prevista per ieri sera, hanno cercato di far mancare il numero legale al consiglio. Di fronte alle accuse delle opposizioni, che statuto alla mano denunciavano l'impossibilità di riconvocare il consiglio in seconda convocazione in presenza del numero minimo di presenti, sindaco e consiglieri di maggioranza hanno sfilato verso l'uscita facendosi segnare assenti, dopo l'invito polemico di Turini a ricontrollare le presenze.
Il consiglio continua. Poteva o no continuare a deliberare il consiglio con i soli 10 presenti? È questa la domanda che subito dopo l'abbandono della maggioranza ha innescato la bagarre fra i consiglieri rimasti e la segretaria comunale Norida Di Maio, la quale, non senza difficoltà e solo dopo una sospensione di 15 minuti, ha fatto procedere con buona pace degli assenti. Una decisione probabilmente imprevista, ma ben accetta fra i consiglieri del Pdl, che Testo Unico degli Enti Locali alla mano, hanno chiesto di continuare la seduta data la presenza della metà dei consiglieri “assegnati” (10 su 20 quindi, sindaco escluso). Eletto come nuovo presidente del consiglio comunale un sorpreso Maurizio Lucchesi (Udc), si è avuto, di fatto, un consiglio comunale dominato all'unanimità dalla nuova “maggioranza”, che ha affrontato da sola i voti successivi; attività che ha portato i consiglieri a rimandare tutti i punti all'ordine del giorno eccetto l'ultimo, che li ha visti tutti compatti votare contro la «convenzione tra i Comuni della Valdera per la gestione associata delle gare d'appalto per lavori forniture e servizi». Esito certo grottesco, specie nel comune guidato dal presidente di turno dell'Unione Valdera.
Le conseguenze. La situazione, come in molti si aspettano, potrà probabilmente essere sbloccata solo grazie all'intervento del prefetto di Pisa attraverso la nomina di un commissario “ad acta” che procederà alla sostituzione della consigliera. Anche se il sindaco ci riprova convocando nuovamente il consiglio per stasera.
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