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Pontedera

la protesta di punzo

Teatro in carcere tra boicottaggi e silenzi

Teatro in carcere tra boicottaggi e silenzi

VOLTERRA. Se la prende con una direzione dei carcere che definisce “poco illuminata e ancor meno lungimirante”. Si scaglia contro quella che lui chiama “piccolissima schiera di volterrani e la...

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VOLTERRA. Se la prende con una direzione dei carcere che definisce “poco illuminata e ancor meno lungimirante”. Si scaglia contro quella che lui chiama “piccolissima schiera di volterrani e la provveditrice regionale contrari al progetto”. E per questo il don chisciotte del Teatro Stabile nel carcere di Volterra, Armando Punzo, scrive al presidente della Regione che a fine anno fece visita al Maschio elogiando il progetto e tutta l’esperienza della Compagnia della Fortezza come modello nazionale e internazionale.

Ma il padre dei “detenuti-attori” da Volterra, lancia l’ allarme: i 25 anni di lavoro della Compagnia potrebbero essere in pericolo. «Non sarà piacevole ma sarà necessario fare i nomi dei responsabili diretti e degli ignavi che stanno sostenendo questo insensato tentativo di annullamento della Compagnia». Sono parole forti le sue. Tutte motivate: «Il 21 dicembre abbiamo consegnato il progetto architettonico definitivo del Teatro Stabile, così come ci era stato chiesto, alla direttrice del Maschio. Doveva essere presentato alla Casa Ammende, ma non abbiamo più saputo niente. Una modalità scorretta, tipicamente carceraria, da quel momento si sono interrotte tutte le comunicazione». E conclude: «Ormai le cene in carcere a Volterra sono l’unico interesse di una direzione poco illuminata. L’esperienza più importante di teatro in carcere in Europa non deve avere un futuro».(f.s.)

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