Finanza
Rischio siccità, tariffe più alte
In vista dell’estate l’assessore Picchi lancia l’allarme: l’uso delle autobotti avrebbe costi molto elevati
POMARANCE. È forte il rischio siccità per i prossimi mesi in Valdicecina. Le scarse piogge dell'ultimo periodo rendono reale il timore di dover far ricorso alle autobotti durante l'estate. Il rimedio saranno come sempre le convenzioni che Asa ha con 3 proprietari di laghi artificiali del territorio e che ha un costo di 50mila euro l'anno, ripartito in bolletta a «costi - dice lo stesso gestore - irrisori per gli utenti». Il problema è che questi accordi si basano su un periodo di sfruttamento di circa 3 mesi. Quest'anno l'emergenza potrebbe durare fino a 7 mesi con la lievitazione delle spese. A quel punto, probabilmente, se ne accorgerebbero anche i cittadini del costo dell'emergenza idrica pagando le bollette. L'assessore all'ambiente della Provincia di Pisa, Valter Picchi, lancia un appello a fare presto e a muoversi per tempo, in modo da scongiurare il rischio. La Valdicecina ha una rete idrica colabrodo. Ci sono perdite un po' ovunque e la manutenzione alle tubature non è semplice da rendere operativa. In più una serie situazioni complicano il quadro complessivo come il caso del lago Puretta, legato alla vicenda di Solvay che da anni va avanti senza una sua connotazione definitiva. Poi c'è il progetto dell'invaso di Pian di Goro, per il quale servirebbero 60 milioni di euro che risultano introvabili in questa difficile crisi economica generalizzata. Poi c'è il contenzioso fra Asa e la stessa Solvay a Montescudaio, in zona Fiorino: sono già stati stabiliti due pozzi da realizzare per servire la Bassa Valdicecina, ma questi influenzerebbero negativamente quelli già presenti in zona della multinazionale belga. Oltre a questo c'è l'opera incompiuta dell'acquedotto di Fosini Carlina a Pomarance che non sta rendendo quanto potrebbe.
"Il Cecina e i suoi affluenti sono l'unica risorsa idrica della zona - spiega Picchi -, ma d'estate tutta l'area soffre la siccità. Servirebbero lavori alla rete e invasi che trattengano l'acqua ed evitino la dispersione. Ma il tempo non c'è e i soldi neppure. L'arrivo dell'estate e le scarse piogge degli ultimi mesi ci impongono di fare presto. Dobbiamo partire con gli accordi con i proprietari dei laghi in Valdicecina, prevedendo un periodo più lungo rispetto ai soliti tre mesi di sfruttamento. Altrimenti ci ritroveremo di fronte a un problema difficilmente superabile se non con l'uso delle autobotti e a costi molto alti per la collettività".
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