Quei lavori al via prima dell’ultimo ok alla lottizzazione
Le osservazioni di Legambiente e Lav sul Green park I sospetti sulla terra riportata nell’area del cantiere
PONTEDERA. L’iter per dare il via libero definito alla lottizzazione, chiamata Green Park, fatta di 270 alloggi, che è quella che va dalla zona vicina alle piscine alla circonvallazione che scende dal nuovo ponte sull'Arno ed è stata adottata con delibera consiliare numero 94 il 20 dicembre dell’anno scorso tecnicamente non è ancora conclusa. Ma nella zona della lottizzazione in questi giorni è stata trasportata terra, come se il cantiere fosse aperto. A fronte dell'adozione e della successiva pubblicazione devono passare 45 giorni di tempo per le osservazioni. Nel caso del Green Park le osservazioni sono state depositate da parte di Legambiente Valdera e Lav Pontedera. Una di queste è relativa al presunto abuso.
«Riteniamo che vi sia una particolare urgenza nell’attuare in tempi brevi le previsioni del piano sia per quanto riguarda le edificazioni sia per quanto riguarda le opere di urbanizzazione. Infatti da alcuni mesi sono in azione numerosi mezzi meccanici nell’area adiacente alla proprietà comunale (nuovo campo Marconcini) con consistenti riporti di terreno e livellamenti per una quota di oltre un metro, cioè sono sostanzialmente iniziati i lavori per la realizzazione della pista di atletica secondo il progetto di massima presentato».
Il fatto, come fanno rilevare gli ambientalisti, è di rilevante gravità perché «evidentemente chi realizza i lavori è sicuro della favorevole conclusione del procedimento di approvazione del piano di lottizzazione da parte del consiglio comunale tanto da indurlo a realizzare la prima fase dei lavori di urbanizzazione e della pista di atletica in assenza di tale delibera, della relativa convenzione e del permesso di costruire, poiché non possiamo ipotizzare che sia già stato rilasciato tale atto in assenza di approvazione».
Tutto questo sta creando un certo imbarazzo a Palazzo Stefanelli.
È ulteriormente rilevante – si legge ancora nelle osservazioni – perché i lavori di realizzazione della pista sono di fatto impianti ed opere pubbliche di urbanizzazione secondaria per un importo indicato di oltre 600 mila euro, soggetti a scomputo degli oneri e quindi a carico del Comune.
Per cui, sempre secondo Legambiente, si sarebbe dovuto attivare le procedure di appalto in base al codice dei contratti (non essendo prevista la realizzazione diretta di opere di urbanizzazione secondaria) e dopo l’approvazione dei progetti esecutivi, indire la gara di appalto per l’aggiudicazione e scegliere una ditta che poteva essere diversa da quella che sta eseguendo i lavori. O almeno quelli di movimentazione del terreno.
I punti su cui si concentrano le osservazioni di Legambiente e Lav quindi sono tre su cui si aspettano risposte. L’inizio dei lavori nella certezza dell'approvazione del piano di lottizzazione. L’assenza del permesso di costruire. La realizzazione dell'opera pubblica a scomputo d'oneri senza che sia stata procedura di appalto ma con affidamento diretto.
Anche se le osservazioni non lo dicono aperto la critica politica sottintesa si domanda se c’è stata inerzia da parte del Comune verso questo tipo di approccio considerato un po’ alla buona. Oppure se se c’è un tacito accordo, una sorta di edilizia “contrattata” che prevale sulle leggi .
Le osservazioni sono state protocollate la scorsa settimana ed è stata interessata anche la polizia municipale nel vaso avesse deciso di disporre accertamenti sulle “montagnole” di terra portare nella campagna.
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