Toscana
L’uomo che stampa le barriere coralline per il Medio Oriente
L’ingegner Enrico Dini è il padre della tecnologia D-shape Un mix di sabbia come inchiostro per costruire le rocce
PONTEDERA. Dalle case alle barriere coralline. Forme sinuose e ardite per rendere palpabile il potenziale della tecnologia made in Pontedera. Il padre è l'ingegnere Enrico Dini che con la sua macchina a base di sabbia punta a rivoluzionare l'edilizia. La prossima commessa per la Dinitech Spa è la ricostruzione di trecento metri di barriera corallina in Medio Oriente. La trattativa, che è in fase avanzata, fa capo a una società di Ferrara la Tecnoreef Srl, specializzata in barriere artificiali su fondali marini e lacustri. «Non posso rivelare però chi è il committente – precisa l’ingegnere –. Si tratta di realizzare una struttura capace di unire in un’unica forma le possibilità di ripopolamento ittico e di dissipazione di energia».
La tecnologia si chiama D-shape ovvero forma Dini, con i diritti di sfruttamento di proprietà di una società londinese la Monolite Uk Ltd, mentre Dinitech Spa si occupa della commercializzazione in Italia. «I miei soci sono la Camera di commercio di Pisa e l'imprenditore Antonio Fedeli», spiega Dini che dell'azienda è l'amministratore delegato.
Sulla pagina di sabbia si stampa letteralmente l’oggetto, strato dopo strato, con un inchiostro che si solidifica. «Stampiamo la roccia e dalla sabbia otteniamo il travertino», dice Dini. L’ingegnere non nasconde che l’ambizione è quella di realizzare macchine imponenti. «Capaci di costruire un appartamento».
Si possono costruire blocchi come un immenso Lego o forme eclettiche per oggetti di arredamento. Un granello alla volta l’intuizione ha preso forma. E così anche le opportunità d’impiego e le relative sfide per rendere il prodotto stampato adatto per caratteristiche meccaniche e fisiche a quanto progettato. «Dal punto di vista statico i test ci dicono che la nostra roccia ha proprietà meccaniche superiori al calcestruzzo – sostiene –. Il limite è la risoluzione della stampa».
Quella delle barriere coralline è solo una delle opportunità. «Lo spunto ce lo ha dato una società australiana che ci ha richiesto dei campioni di barriera sulla base del disegno dell’architetto James Gardiner dello studio Faan. Li abbiamo stampati in dolomite e in granito».
Tra i progetti in pista in Sardegna c’è quello di stampare sassi abitabili a impatto zero. «Un progetto alternativo a quello della costruzione di una villa, che si è fermato per mancanza di soldi da parte del committente – spiega l’ingegner Dini –. Dovrebbe sorgere in prossimità di Cagliari e tra i partner ci sono anche la Regione Sardegna e l’associazione Lungimirante che fa capo al creativo Giovanni Floris».
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