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Pontedera

Sfiorata la rissa in consiglio provinciale

Sfiorata la rissa in consiglio provinciale

Al termine della seduta sull’impianto a biogas, spintoni e offese per Panicucci (Pd) e Casalini (Sel)

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SANTA MARIA A MONTE. «L’espressione delle proprie idee è un diritto, il rispetto dell’altro (e della sua persona fisica) è un dovere». Così la Provincia di Pisa – con le parole del presidente Andrea Pieroni e della presidente del consiglio Consuelo Arrighi – commenta l’episodio verificatosi a margine della seduta consiliare di giovedì scorso. Alla riunione, come noto, era stata ammessa ad assistere una rappresentanza del comitato contro l’impianto a biogas progettato a San Donato. «Cittadini – riprendono Pieroni e Arrighi – intenti a manifestare legittimamente il proprio dissenso rispetto a un’installazione che potrebbe essere  realizzata nel loro territorio». Proprio per ascoltare le motivazioni di tale dissenso, i capigruppo di Pd e Sel, rispettivamente Manolo Panicucci e Massimiliano Casalini, hanno proposto lo svolgimento, al termine dei lavori consiliari, di un incontro con la stessa delegazione del comitato. Rispetto a ciò, il capogruppo del Pdl, Giuseppe Calò, ha annunciato la propria scelta di non prendere parte al colloquio, definendolo una “tiritera” già vista e sostenendo che «tanto voi avete già deciso quel che volete fare» (dove “voi” sta ad intendere i gruppi di maggioranza in Provincia). Al momento di iniziare l’incontro – con Panicucci, Casalini, Pieroni, Arrighi e la vicepresidente della giunta Alessandra Petreri (Idv) già sistematisi nella stanza dove avrebbe dovuto avere luogo – i rappresentanti del comitato hanno preso ad allontanarsi, esprimendo a voce sostenuta il proprio disappunto e manifestando l’intenzione, a loro volta, di non confrontarsi con gli esponenti della Provincia. Poi, di fronte agli insistiti inviti dei capigruppo di Pd e Sel a rivedere tale decisione e a sedersi al tavolo, si è sviluppato un diverbio che è andato scaldandosi, culminando in offese dirette a Casalini e in un’aggressione con spintoni ai danni di Panicucci, seguita da ulteriori minacce di ritorsioni fisiche. «L’accaduto desta amarezza e rammarico», concludono Pieroni e Arrighi. «L’uso strumentale, al quale talvolta si assiste, di quella che è una libera contestazione da parte di gruppi di cittadini e la conseguente esacerbazione degli animi, provocata con metodo quasi scientifico da alcune forze politiche, hanno raggiunto ieri un culmine non più accettabile».

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