Il Tirreno

Pontedera

Regione-garante dei lavoratori

di Francesca Suggi
Regione-garante dei lavoratori

Solvay, fine della “cassa” una volta rilasciate le concessioni. Ecco le priorità dell’Unione Montana

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POMARANCE. Da una parte l’impegno d’onore della Solvay ribadito all’Unione Montana, dall’altra la Regione che fa da garante: nel mezzo quei 23 lavoratori “in cassa” che torneranno al lavoro nello stabilimento di Ponteginori non appena saranno rilasciate alla multinazionale le concessioni di Poppiano e Cecina. «La Regione che si fa garante dell’impegno preso dai vertici Solvay», annuncia il sindaco di Montecatini Sandro Cerri.

Cinque punti irrinunciabili. Lui, insieme ai colleghi dell’Unione Montana Carlo Giannoni di Monteverdi e Loris Martignoni di Pomarance hanno appena mandato i loro 5 punti irrinunciabili da inserire nel cosiddetto “protocollo-ponte” che porterà all’accordo di programma che sarà ratificato dal Ministero e chiuderà la questione dell’accordo Eti Solvay. «Siamo disposti a firmare il protocollo a patto che siano inseriti questi punti», aggiunge Loris Martignoni.

Sostenibilità e tutela. Al primo posto l’Unione mette la sostenibilità ambientale e economica: le parti firmatarie dell’accordo di programma, richiamando la comune volontà di consolidare la presenza sul territorio delle attività di Solvay e Atisale, si adopereranno affinchè gli impegni presi siano coerenti con la competitività e la redditività delle due aziende. E ancora tutela e sicurezza del territorio anche attraverso la pubblicazione dei dati relativi al controllo dei parametri inerenti le attività minerarie (necessari obiettivi di miglioramento delle emissioni legate all’attività Solvay). Si pongono le condizioni per la tutela idrica: oltre a garantire il rispetto delle prescrizioni della Via per la salvaguardia della falda, sono necessari investimenti pubblici-privati che ottimizzino la disponibilità dell’acqua tra usi civili, industriali e agricoli. «Priorità all’uso potabile dell’acqua e verificare la possibilità di un migliore utilizzo di acque derivanti dal post trattamento dei depuratori di Cecina e Rosignano», scrovono.

Si chiedono impegni a Solvay e Atisale affinché mantengano le condizioni di sostenibilità per assicurare e incrementare i livelli occupazionali attraverso ammodernamento e attività di ricerca. Non ultimo l’Unione ribadisce la necessità di far ricadere gli oneri finanziari pagati da Solvay, i canoni minerari, alla Regione e al Ministero sul territorio, attraverso progetti di sviluppo e ripristino ambientale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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