Il Tirreno

Pontedera

Il primo sole mette in luce il degrado

di Francesca Suggi
Il primo sole mette in luce il degrado

Parco dei Salici e Ponte alla Navetta, quei percorsi dimenticati tra sporcizia e rischi per bambini e frequentatori

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PONTEDERA. Qualcuno dentro ci dorme, fa fuochi, mangia, beve, imbratta e sporca il rifugio di fortuna per balordi e senza tetto, un tempo decorosa casina di legno con bagno pubblico. L’altra è chiusa, evitando almeno che qualche bambino ci finisca e magari si faccia male. Della fontanella da tempo c’è solo il ricordo e quel campetto da calcio sgangherato, quando piove, diventa una sorta di piscina per pallanuoto: qui “degrado pubblico” dei Salici, un pugno nello stomaco del quartiere Oltrera e di tutta Pontedera che, un tempo, là, godeva del parco più grande della città.

Inizia il viaggio di denuncia di Alessandro Spinelli, membro del consiglio di quartiere e della commissione ambiente di Rifondazione che si fa megafono di tante proteste trasversali che arrivano da anziani, genitori, mamme e sportivi che da troppo tempo scontano la mancanza di manutenzione. Del parco dei Salici, ma non solo: l’altra grande zona d’ombra si chiama ponte alla Navetta, quella vecchia strada dalle grandi prospettive, confinata nel dimenticatoio.

«Qui di giorno – spiega Spinelli, riferendosi al parco dei Salici – vengono persone anziane che si siedono sulle panchine e non avere più né acqua, né un servizio per i bisogni è intollerabile». Questione acqua: l’erogatore è stato tolto. Motivo? Prova a spiegarlo Spinelli: «Dicono che c’era gente che metteva una gomma e lavava le auto, sicuramente è vero, ma bastava spostare il punto acqua all’interno e non toglierlo».

Uno sguardo alle casettine in legno: una, completamente deturpata di scritte, è chiusa. La gemella, invece, forse sfondata da balordi è diventata rifugio di gente che dentro ci dorme, fa fuochi, sporca. «E il fatto che sia accessibile la rende pericolosa anche per i bambini che vengono nel parco».

Giovani che ormai si devono accontentare di guardarle quelle porte del campo di calcio, abbandonato a se stesso. Con pure dei mattoni di cemento per fissare la rete. «Se qualcuno fa una parata e cade e batte la testa che succede?», rincara.

Spinelli è un fiume in piena. In quel parco portava i suoi bambini quando da Chianni, dove abita, veniva a Pontedera. Ora che i figli sono cresciuti, anche quell’oasi ha subito cambiamenti non da poco. «Se il Comune non riesce a gestire questi 3,4 ettari – aggiunge – come farà a prendersi cura degli 11 ettari di terreno che si prospettano nella zona dei Campi d’Era?».

Amarezza e fotografie: il pomeriggio della denuncia pubblica continua nel percorso del Ponte alla Navetta. C’è una rampa immersa nel degrado che collega le due aree. «Quando era sindaco Marconcini si parlava di percorso pedonale, oggi c’è solo il cartello», prosegue.

E indica quel cartello blu e bianco, pedone-bicicletta che si scontra con un blocco giallo di cemento e una strada completamente ingoiata da ramaglie, aghi di pino, foglie, spazzatura, immondizia. Difficile immaginarsi una mamma con un passeggino che si gode il percorso, così l’appassionato in bicicletta ha sicuramente delle noie a procedere. Senza contare che la rete che dovrebbe dividere, e proteggere, il percorso dal cantiere ancora in corso è praticamente accessibile a tutti. Con voragini nel terreno e pericoli a cielo aperto. Altro che “Oasi urbana”. «Mi chiedo se questa amministrazione crede nel verde pubblico - conclude Spinelli - Se deve essere lasciato così, si tratta di un percorso pericoloso che sarebbe meglio chiudere. Chi è deputato al controllo?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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