Il Tirreno

Pontedera

Turni massacranti alla centrale 118: sindacati in allarme

Turni massacranti alla centrale 118: sindacati in allarme

Ancora problemi organizzativi dopo il blocco deciso dall’Asl della convenzione con “Esculapio”. La denuncia di Cgil e Uil

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PONTEDERA. Senza il rinnovo della convenzione tra l’Asl 5 ed Esculapio la gestione della centrale di secondo livello del 118 di Pisa sta portando alla luce una serie di problemi che ora sono stati denunciati in una lunga lettera dai sindacati Cgil e Uil. Una situazione che si trascina dall’inizio dell’anno, da quando il direttore dell’Asl, dottor Rocco Damone, non ha rinnovato la convenzione con Esculapio. L’Asl non era soddisfatta dei costi della centrale che si occupa del trasporto sanitario non urgente. Una decisione che Esculapio ha cercato di contrastare. In mancanza di un accordo con l’Asl sarebbero nate difficoltà ulteriore nella gestione della centrale: i dipendenti (a pagarli è Esculapio con i soldi dell’Asl) ricevono, secondo i sindacati, sempre più spesso informazioni contrastanti. Il datore di lavoro, cioè Esculapio, sostiene che il loro posto non è a rischio e che tutto continuerà come prima. Cioè prima che l’Asl bloccasse la convenzione. Di fatto non è così. L’organizzazione del lavoro, il modo con cui devono essere attivate le ambulanze e registrati i costi, è stata affidata ( per controllare la spesa) al dottor Paolo Tognarelli dell’Asl, che è anche responsabile della centrale delle emergenze 118.

«Vogliamo ricordare a tutti che erano stati presi degli impegni – scrivono i sindacati nellalettera indirizzata sia ad Esculapio che all’Asl – infatti era già stato stabilito che una volta che il personale del gruppo storico avrebbe lasciato l’incarico per pensionamento o per dimissioni volontarie sarebbe stato sostituito con infermieri». Niente di tutto questo. Nel rispetto dei protocolli della centrale operativa 118 di primo livello sarebbero necessari due infermieri e un operatore per turno e non come adesso un infermiere e due operatori.

I sindacati denunciano una situazione di sofferenza rispetto all’organico che crea non poche difficoltà per coprire i turni.

Di conseguenza le modifiche dei turni sono «blindate da paletti ben definiti» e hanno come conseguenza «turni improponibili per qualunque operatore».

A marzo un operatore, per esempio, si trova a fare undici turni in dieci giorni con tre notti. Il sindacato rileva inoltre un abuso del ricorso a turni mattina/notte che, come da contratto di lavoro, non possono essere programmati ma utilizzati solo per estremi casi necessari per non incorrere in interruzione di pubblico servizio.

Non è stata prevista neppure alcuna formazione per ulteriori operatori. E la dipendente in maternità non sarà sostituita anche se la sua assenza dovrebbe essere a carico dell'Inps. Due pensionamenti e un’operatrice che sta per andare in maternità potrebbero fare precipitare la situazione.

Cosa si sta facendo per evitare il collasso della turnazione nei mesi prossimi? Ecco che Cgil e Uil chiedono condizioni di lavoro più favorevoli per evitare il rischio di errori dovuti a stress e stanchezza.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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