Il Tirreno

Pontedera

Petizione contro la centrale a biomasse

Dovrebbe sorgere all’ombra della Rocca Sillana: imprenditori agricoli sul piede di guerra

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POMARANCE. Imprenditori agricoli sul piede di guerra. Non s’ha da fare quella centrale a biomasse, a ridosso del torrente Possera e all’ombra dell’antichissima Rocca Sillana, monumento simbolo di Pomarance. E parte la raccolta di firme in tutto il comune da oggi a lunedì alle 13, da recapitare in Provincia dove questo impianto che sfiora il megawatt, a Molino di Terra Rossa, sarà presto discusso in sede di conferenza dei servizi. Questi i punti di raccolta: l’associazione Mondo Migliore in via Gramsci, La Mimosa fiori e piante di via Mascagni, l’agenzia di viaggi Arafura di via Gramsci e l’alimentari Graziella a San Dalmazio.

Entro il 20 marzo gli enti chiamati al tavolo, tra cui l’amministrazione, dovranno presentare il proprio parere. Per legge la centrale è soggetta ad autorizzazione unica ed è proprio questo che i cittadini vogliono scongiurare. «Si prevede un ampio disboscamento della vallata», dicono i promotori della petizione.

Oltre allo squarcio della vallata, gli imprenditori agricoli sottolineano i danni che sarebbero causati alle produzioni. «Intorno all’area interessata dal progetto ci sono diversi agriturismi che producono olio, vino, hanno turisti tutto l’anno. Sarebbe un’operazione che ci porterebbe danni così gravi da chiuderesura l’attività. Chi vuoi che venga in una struttura ricettiva che si affaccia su una centrale?».

Dietro all’operazione c’è la società mantovana Agricola Solare, proprietaria di terreni in zona. In Comune si stanno studiando le carte. Si tratta di valutare il progetto rispetto a quanto previsto dal regolamento urbanistico, che in quell’area non individua interventi di quel tipo. Ad oggi la normativa consente l'installazione di centrali nel fondovalle del Cecina e in altri luoghi ma a condizione che contribuiscano al teleriscaldamento.

La tribù degli operatori – a Pomarance si contano circa mille posti letto – torna a calcare un concetto: no allo sfruttamento selvaggio dei boschi. «Le centrali a biomasse sono economicamente invitanti per i privati, solo per gli incentivi che attualmente sono previsti», rincarano.

E già si figura le scempio che sarebbe: affacciarsi dalla monumentale Rocca, restaurata di recente a colpi di due milioni di euro, e godere di una centrale a biomasse come panorama.

«Siamo molto perplessi – concludono – questo impianto causerebbe un’irreversibile frammentazione del paesaggio rurale». (f.s.)

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