Il Tirreno

Pontedera

La protesta dilaga e invade la Provincia

di Nilo Di Modica
La protesta dilaga e invade la Provincia

Sit-in del comitato dei contrari all’impianto a biogas di San Donato durante la seduta del consiglio di ieri pomeriggio

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SANTA MARIA A MONTE. Non si è fatto mancare il fronte del “no” all'appuntamento in Provincia di Pisa. Attraverso una delegazione di circa venti persone il comitato sandonatese “Tutela, salute e ambiente” ha voluto assistere, cartelli alla mano, al dibattito del consiglio provinciale, in occasione della discussione della mozione presentata dal consigliere Pdl Silvano Melani e da tutte le opposizioni (poi respinta a maggioranza). In sostanza, una richiesta formale alla Provincia affinché desse parere negativo alla realizzazione del progetto, in vista della conferenza dei servizi del prossimo 29 marzo. Iniziativa consiliare che in ogni caso ha ottenuto almeno un'apertura da parte di Pd e Sel, che si sono resi disponibili ad un incontro con i residenti. «Riteniamo doveroso denunciare quello che riteniamo l'ennesimo caso di progetto-fotocopia presentato a spese del territorio – ha dichiarato Melani nel suo intervento, nel quale ha ripercorso anche la genesi del progetto –. Ancora una volta un impianto sotto il megawatt, ancora una volta un progetto non sottoponibile a Valutazione d'impatto ambientale che avrà un effetto devastante tanto dal punto di vista del traffico che da quello della vivibilità. Un rischio per le falde e per i terreni che saranno sottoposti ad un carico eccessivo di pesticidi e monocultura intensiva». Compostamente, fra il pubblico, i membri del comitato giunto negli ultimi giorni a quota 900 firme. Una presenza che, come hanno voluto sottolineare molti di loro a margine del dibattito consiliare, ritenevano doverosa per ribadire le molte preoccupazioni della popolazione della frazione sandonatese, che vede in particolare le eventuali problematiche legate ad emissioni e maleodoranze come un vero e proprio pericolo. Una necessità di lanciare un messaggio chiaro agli amministratori che ha spinto molti di loro a mettere da parte persino il lavoro pur di essere presenti. «Odori e possibili emissioni sono in cima alle paure dei residenti – dice Andrea, residente nella località di Cinque Case – senza contare i pericoli connessi all'aumento spropositato di camion che passeranno nella frazione e a tutto l'inquinamento derivante dalla manutenzione del motore che probabilmente sarà utilizzato. Strutture che avendo a che fare con del biogas necessiteranno, ad esempio, di processi di desolforazione». Rivendicazioni mirate, precise, che spesso tradiscono un lavoro di sensibilizzazione e studio che in queste settimane è stato fatto all'interno del comitato, impegnato a vagliare le carte al fine di portare qualche contributo anche in sede di conferenza dei servizi.

«Sono voluto venire qui perché voglio ribadire la necessità di essere ascoltato dai miei rappresentanti, non mi interessa di che partito sono – ci dice Alessandro, residente a San Donato – quest'impianto ha troppe controindicazioni e noi sandonatesi ce lo ritroveremo sotto casa. Non è accettabile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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