Proteste
«Diffida incomprensibile» L’Unione smonta Buselli
I tre sindaci della ex Comunità Montana spiegano al collega di Volterra la legge «Non esiste il commissario liquidatore, già stabilito di bloccare le convenzioni»
VOLTERRA. Una «diffida non comprensibile» quella del sindaco di Volterra Marco Buselli. Che i tre sindaci dell’Unione dei Comuni smontano punto per punto. Nella sua sostanza, nelle sue intimazioni (e non intimidazioni come erroneamente scritto per un refuso ieri), nel riferimento alle normative fatte dal primo cittadino etrusco.
In soldoni, il Colle formalizza il gelo delle politiche di area dell’Alta Valdicecina andate avanti per quasi 40 anni, ma Pomarance, Montecatini e Monteverdi con un pizzico di ironia tra le righe spiegano a Buselli «la reale situazione che deriva dalla normativa regionale, deputata alla disciplina in materia di Comunità Montane», come scrive Carlo Giannoni, presidente dell’Unione dei Comuni e commissario della Comunità Montana.
Il commissario liquidatore non esiste. Ribadisce la parola “commissario”, Giannoni. «Non ho mai rivestito l’incarico di commissario liquidatore, in quanto la legge prevede la figura del commissario che, con propri decreti, eserciti i poteri degli organi di governo, sino all’effettiva operatività del nuovo ente». Giannoni aggiunge anche che, sempre per normativa, la fase di liquidazione citata da Buselli non sussiste.
Le leggi sono queste. Il presidente dell’Unione ripercorre leggi e normative prese a scudo dal sindaco Buselli. «Il decreto del presidente della giunta regionale del 21 febbraio si presume essere il numero 68 che non è affatto relativo alla nomina di qualsivoglia commissario, ma decreta l’estinzione della Comunità Montana al 29 febbraio 2012, per cui dal primo marzo si producono gli effetti della legge regionale del 27 dicembre 2011, a prescindere dall’opinione di Buselli».
Già stabilito di fare decadere le convenzioni. Giannoni ricorda la data del 20 gennaio scorso e un verbale firmato dai sindaci di Montecatini, Pomarance, Monteverdi, dall’assessore volterrano Paolo Moschi con l’assistenza del segretario Domenico Fimmanò e dello stesso sindaco Buselli con cui tutte le parti in causa si accordarono di mantenere le convenzioni in essere .entro e non oltre. il 29 febbraio.
«Questo vuol dire – spiega il presidente-commissario – che dal primo marzo eravamo già d’accordo che le convenzioni in essere sarebbero decadute, con tanto di verbale firmato. Quindi non capisco la necessità di far passare che Volterra chiede che le collaborazioni in corso subiscano un arresto. Era già tutto scritto».
Quella diffida incompensibile. Ogni passaggio della lettera datata 29 febbraio con cui il numero uno del Colle diffida l’Unione viene azzerato. Servendosi di normative e puntualizzazioni.
«Risulta non comprensibile la diffida rivoltami per una carica che non rivesto e non ho rivestito, né quella di adottare atti e comportamenti amministrativi volti a tutelare e garantire il Comune di Volterra in una fase di liquidazione non sussistente», sottolinea Giannoni rivolgendosi al collega volterrano.
Rispetto a possibili, future collaborazioni i tre sindaci dell’Unione dei Comuni parlano all’unisono.
«Concordiamo con Buselli che eventuali, futuri accordi per qualsiasi forma di collaborazione dovranno essere previamente valutati e decisi in piena autonomia degli enti», chiude il presidente CarloGiannoni.
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