Sicurezza
Unione diffidata Buselli mette la croce sulle politiche di area
Protezione civile, aree verdi: decadono tutte le convenzioni Chiuso il dialogo con Pomarance, Montecatini e Monteverdi
VOLTERRA. E’ una lettera che suona come le campane a morto di quella politica di area tanto declamata. Porta la firma del sindaco di Volterra Marco Buselli la diffida con cui il Colle prende formalmente le distanze dall’Unione dei Comuni dell’Alta Valdicecina.
Una sorta di intimidazione al commissario liquidatore, nonché presidente dell’ex Comunità Montana Carlo Giannoni, in cui si dice come Volterra intende procedere in futuro. Da sola, forse in tandem con Castelnuovo di cui però non si fa menzione - sono le due amministrazioni che non hanno aderito all’Unione -, congela ogni dialogo con gli altri tre Comuni di Pomarance, Montecatini e Monteverdi.
«Si intende chiarire la totale e assoluta decadenza da ogni tipo di rapporto, anche convenzionale, già attivo in Comunità Montana e di cui Volterra fosse già parte. Dal 1 marzo, considerata la non partecipazione all’Unione, non possiamo e non intendiamo mantenere alcun rapporto con l’ente, né appare possibile il mantenimento di relazioni giuridiche con un ente disciolto e estinto».
Usa parole pesanti il sindaco Marco Buselli. In ballo ci sono convenzioni già in essere come l’importante protezione civile che tanto aiuto e supporto ha dato anche ultimamente durante l’emergenza maltempo . E ancora la gestione di aree a verde, alcune funzioni informatiche, gli espropri: basta fare le politiche d’area, Volterra in qualche modo ci penserà da sola.
La premessa della decisione etrusca punta sulle normative applicate dall’Unione dei Comuni, ovvero la legge regionale di riordino delle autonomie n. 68 del 2011 ‘Legge Nencini’ che riconosce nell’Unione di Comuni l’organismo titolato a svolgere l’esercizio di una pluralità di funzioni per le quali sono garantiti accessi a consistenti finanziamenti sia statali che regionali con un ritorno di beneficio per i Comuni aderenti. «Vista la presenza di palesi e rilevanti contraddizioni sia nel decreto del presidente della giunta regionale del 21 febbraio 2012 che nella legge Nencini – scrive - diffido il commissario liquidatore dall’adozione di ogni atto che, potenzialmente o sostanzialmente, possa ledere diritti o interessi di Volterra».
Buselli ancora: «diffido il commissario a procedere celermente a adottare tutti gli atti e i comportamenti amministrativi volti a tutelare la posizione di Volterra sotto ogni punto di vista, in un’ottica di corretta gestione contabile e amministrativa della fase di liquidazione volta all’estinzione della Comunità Montana».
Con tutta probabilità il sindaco etrusco fa riferimento a attrezzature, materiali, sede della ex CM: ma la normativa prevede che tutto passi al nuovo ente. Difficile pensare che qualcosa possa venire in qualche modo riscattato da Palazzo dei Priori.
«Eventuali accordi per una qualsiasi forma di collaborazione dovranno essere valutati e decisi in autonomia dal Comune, concordati e approvati secondo la legge», ribadisce il primo cittadino. Che conclude di riservarsi «di agire in ogni sede opportuna per tutelare le sue posizioni».
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