Il dolore
Se sono vivi lo devono alle cinture di sicurezza
Dopo l’urto con il camion la Polo dei due ventenni rimasti feriti si è fermata contro il palo del semaforo a pochi centimetri di distanza da un mazzo di fiori lasciato dai familiari
CASTELFRANCO. Dopo l’urto con il camion la Polo dei due ventenni rimasti feriti si è fermata contro il palo del semaforo a pochi centimetri di distanza da un mazzo di fiori lasciato dai familiari di un ciclista morto in questo incrocio dopo l’impatto con un’auto.
L’incidente di ieri mattina è infatti avvenuto in un tratto della Francesca Bis che ha già fatto vittime e che è stato teatro di altri incidenti con gravi conseguenze per gli automobilisti che ne sono rimasti coinvolti.
Nonostante che l’incrocio sia regolato da un semaforo, periodicamente vi accadono incidenti dovuti a volte alla velocità dei mezzi che ne restano coinvolti ma anche al fatto che questa strada extraurbana è una delle più trafficate del comprensorio.
Tante le possibili cause dello scontro di ieri mattina, compresa quella della luce del sole che potrebbe avere indotto in errore uno dei due automobilisti.
«Mi sento di poter dire con una certa tranquillità – ha spiegato il comandante della polizia municipale, Giacomo Pellegrini – che le cinture allacciate hanno salvato la vita ai due ragazzi. Se non le avessero avute sicuramente le conseguenze sarebbero state diverse e ben più gravi». I feriti, infatti, pur con tagli alla testa e traumi, non sono stati sbalzati o schiacciati contro i montanti dell’auto. Sull’incidente sono in corso ulteriori accertamenti per definire la dinamica e le responsabilità.
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