Attenzione
Se l’impresa è privata, una su quattro è al femminile
PONTEDERA. Ai posti di comando? Sono poche. E poche sono anche nelle stanze dei bottoni della politica, negli enti locali e nelle aziende da questi partecipate. Il ritornello è sempre quello: le...
PONTEDERA. Ai posti di comando? Sono poche. E poche sono anche nelle stanze dei bottoni della politica, negli enti locali e nelle aziende da questi partecipate. Il ritornello è sempre quello: le donne sono brave, ma non comandano. Almeno nel pubblico. La situazione nelle partecipate dal Comune di Pontedera lo mostra chiaramente: in tredici consigli di amministrazioni di altrettante - tra aziende e associazioni - solo 4 i posti destinati alle donne. Quattro ruoli di consiglieri. Che si tratti di temi sociali (l’Apes, l’azienda che gestisce le case popolari), o di cultura (la Fondazione teatro) o di rifiuti, i consigli di amministrazione sono composti e guidati esclusivamente da uomini.
Fino a poche settimane fa, c’era un’altra azienda partecipata, la Modartech, che si occupa di moda, formazione di figure per le aziende dell’abbigliamento: su tre consiglieri di amministrazione, c’era una presenza femminile. Nel consiglio, in rappresentanza del Comune di Pontedera, era presente l’ex assessore Daniela Pampaloni. Ma la giunta pontederese ha annunciato l’uscita ufficiale dalla compagine societaria.
Cambia la musica, invece, se parliamo di imprese private: in provincia di Pisa, secondo i dati della Camera di commercio, una impresa su quattro ha componente femminile.
Significa che quasi il 25 per cento delle aziende attivate sul nostro territorio ha una partecipazione femminile superiore al cinquanta per cento. Questo tenendo conto della natura giuridica dell’impresa, della quota di capitale sociale detenuta o dalla percentuale di quote-rosa presente tra gli amministratori o i titolari o i soci dell’impresa.
I dati parlano di 38mila aziende o poco più presenti sul territorio della Provincia di Pisa: di queste novemila sono imprese femminile.
Su cosa fanno impresa le donne? Nella stragrande maggioranza sui servizi (la metà delle imprese di questo settore è portato avanti da donne); poi la sanità e l’assistenza sociale (al 44,4 per cento) e, ancora, l’istruzione, dove più di una su tre delle imprese presenti nella nostra zona ha un “capo” donna.
E, più o meno sulla stessa linea, la presenza femminile nelle imprese che si occupano di agricoltura.
I settori dove c’è meno presenza rosa, sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore o aria condizionata (1 sola impresa, sulle 26 presenti) è condotta da donne e il settore delle costruzioni. Qui, su 6700 imprese, appena il 7 per cento è gestito da donne.
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