Sicurezza
No al taglio, sindaci disposti a pagarsi il Giudice di Pace
VOLTERRA. Giù le mani dal giudice di pace. La crociata dei sindaci dell’Alta Valdicecina, trainata dal primo cittadino di Volterra, mette un nuovo mattoncino sul mantenimento della sede: ovvero...
VOLTERRA. Giù le mani dal giudice di pace. La crociata dei sindaci dell’Alta Valdicecina, trainata dal primo cittadino di Volterra, mette un nuovo mattoncino sul mantenimento della sede: ovvero mettere a disposizione delle risorse prendendosi a carico le spese necessarie per non chiudere il servizio.
«Ovviamente dovremo capire l’entità, anche perché spetta allo Stato la pratica della giustizia, comunque siamo decisi e preparati in questa nostra battaglia per salvarguardare il servizio», racconta il sindaco di Pomarance Loris Martignoni.
Anche lui era all’incontro insieme al collega di Volterra e a quello di Castelnuovo: presente pure il presidente dell’Uncem Oreste Giurlani a cui Marco Buselli aveva chiesto aiuto a fine febbraio.
«Ho colto con interesse il tuo impegno per mantenere le sedi dei Giudici di Pace nei territori disagiati e montani. Questa istanza serve a garantire il Diritto alla Giustizia, nelle sue articolazioni più elementari. Abbiamo già scritto come sindaci di questo territorio al presidente della Repubblica e al Ministro di Grazia e Giustizia, per mantenere il presidio del Giudice di Pace a Volterra, a servizio del comprensorio. Ti prego di rappresentare la nostra richiesta negli ambiti che riterrai opportuni, con particolare riferimento all'incontro da te annunciato con il Ministro».
Detto fatto: Giurlani a breve incontrerà il ministro in commissione e porterà l’istanza dell’Alta Valdicecina.
«Aspettiamo questo confronto – continua – dalla nostra c’è che la bozza che prevedeva l’emissione del decreto che avrebbe cancellato 8 sedi del Giudice di pace si è un attimo bloccata e c’è più fiato per la concertazione».(f.s.)
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