Il dolore
Una mano tesa verso i bimbi del Kenya
La storia di un’amicizia che lega la nostra provincia ad un orfanotrofio dove studiano più di duecento ragazzini poveri
Una strada sterrata, tagliata tra palme e case coperte da tetti Makuti della tradizione Swahili, fatti di materiali poveri. Un tracciato di polvere, in un tratto deviato dopo che un gigantesco baobab è stato abbattuto al suolo da una tempesta, porta al Sita Hidden Academy in Kenya. In questo angolo, lontano dalla confusione delle baracche del mercato e dal caos della strada principale che attraversa Gede, tra Watamu e Malindi, vivono numerosi bambini che hanno amici speciali in tutto il mondo. Ti accolgono con un piccolo spettacolo, il loro modo di fare festa e dare il benvenuto a possibili nuovi amici.
Con la scuola per orfani e bambini dei villaggi, gestita da una organizzazione no profit che può contare sull’aiuto spontaneo di tanti volontari, è nato negli ultimi anni un forte legame con Pontedera e l’intera provincia. Un’amicizia nata quasi per caso, come succede a tanti turisti che arrivano in cerca di sole e mare e si innamorano dell’Africa, dei suoi figli, dei suoi colori, del suo modo di trasmettere calore. In tanti tornano a casa col mal d’Africa, dopo giorni di safari e di mare. Può capitare che i beach boys portino i turisti a visitare orfanotrofi e villaggi. Un modo per toccare le loro difficili condizioni di vita.
E’ stato così anche per alcuni turisti pontederesi. Jessica, una poliziotta del commissariato di Pontedera, è arrivata in questa terra alcuni anni fa, su consiglio di un keniota. Voleva portare un po’ di farina in un villaggio. Quei bambini non è più riuscita a dimenticarli. E’ stato così anche per Paola, Franco e altri. Da quel momento infatti più colleghi del commissariato di Pontedera e della questura di Pisa - al nostro arrivo, per esempio, abbiamo trovato Paola che lavora alla scientifica della Questura e alcuni medici di Pisa e Firenze - così come altri rappresentanti delle forze dell’ordine, piano piano, hanno imparato a conoscere questi piccoli orfani abbandonati e i bambini di famiglie povere che ogni giorno, magari dopo un lungo tragitto a piedi, arrivano alla scuola. La struttura che vive grazie all’aiuto di tanti. All'orfanotrofio i turisti di solito portano cibo (farina,olio,fagioli) acquistati nei centri vicini o materiale scolastico. E’ dunque facile trovare volontari italiani: fanno servizio volontario, portano avanti i lavori di costruzione di nuovi locali necessari alla vita della scuola. Succede sempre più spesso. E questa è una fortuna per gli ospiti della scuola. C’è chi arriva per incontrare i bimbi e ci torna ogni giorno della sua vacanza. Vederli sorridenti, scalzi e sapere che molti di loro non hanno un pasto garantito al giorno, poche speranze per il loro futuro, non può lasciare indifferenti. Come hanno fatto anche i pontederesi vengono organizzate, al rientro in Italia, raccolte di vestiti, materiale scolastico, fondi per acquisto di letti, materassi, banchi, sedie. Di tutto quello che può migliorare le condizioni di vita di questi bambini. A Pontedera , alcuni mesi fa, le Forze dell'ordine e i vigili del fuoco sono scesi in campo per aiutare i bambini dell'orfanotrofio Sita Hidden Academy . Un torneo di calcetto amatoriale, con rappresentanti della polizia municipale, della polizia di Stato, dei vigili del fuoco, dei carabinieri, della guardia di finanza e del corpo forestale dello Stato per raccogliere altri fondi per completare la realizzazione, ormai quasi ultimata, del dormitorio e altre strutture della scuola che ospita oltre duecento bambini e che è stata aperta da un keniota dopo che è andato in pensione.
Grazie agli aiuti arrivati da Pontedera e dalla provincia di Pisa, nell’ottobre 2010, sono state costruite fontane di acqua potabile e sono iniziati i lavori per sostituire la lamiera del dormitorio con mattoni. A gennaio-febbraio 2011 è stato completato il dormitorio con mattoni, diviso per maschi, femmine e inizio bagno con docce. Ad agosto-settembre dell’anno passato è stato conclusa la realizzazione del bagno, delle aule nuove. Sono arrivati i banchi, libri per insegnanti (aule nuove, banchi e libri grazie all'aiuto di alcuni geometri di Napoli, associazione Dritto al cuore). E’stato distribuito il materiale arrivato con un container. E’ iniziata la costruzione di cucina e sala dinner; acquistata una prima parte di letti e materassi.
Oggi alcuni volontari di Pontedera partono per il Kenya: completeranno la costruzione della cucina e della sala grazie all'aiuto di una famiglia di Roma che sarà con la “delegazione” pontederese. I soldi raccolti negli ultimi mesi consentiranno di acquistare altri letti e materassi: la strada scelta è proprio questa di gestire personalmente, andando sul posto, le risorse messe insieme.
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