Il Tirreno

Pontedera

Tubi rotti per neve emeroteca e internet fuori uso da tempo

di Francesca Suggi

Danni anche al primo piano della biblioteca guarnacciana ma il Comune tarda a intervenire e i locali sono chiusi

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VOLTERRA. Quasi un mese è passato da quel freddo pungente che tanti danni ha causato in Alta Valdicecina. Eppure a Volterra le conseguenze sono ancora sotto gli occhi di tutti: questa volta a farne le spese, direttamente, è la cultura etrusca e i tanti servizi ai cittadini a lei connessa. Qui biblioteca: da settimane ormai è chiuso al pubblico il punto di accesso assistito ai servizi internet - Paas - a causa della rottura di una condotta dell’acqua passante sotto il pavimento del locale.

Se da una parte gli impianti sono vecchi e obsoleti, dall’altra i lavori di riparazione da parte del Comune si stanno facendo attendere un po’ troppo, generando non pochi malumori in tutte quelle persone che usufruiscono del servizio.

Cambiano gli spazi, ma i problemi restano gli stessi in emeroteca e nella vicina sezione ragazzi. In questo caso è una condotta dell’acqua collegata all’impianto di riscaldamento a subire danni, lasciando al ghiaccio i locali che risultano, quindi, inaccessibili.

E se, come si dice, non c’è due senza tre, ecco che un disagio analogo si abbatte sul primo piano della biblioteca guarnacciana, dove un ulteriore ramo della condotta dell’impianto di riscaldamento ha ceduto, inzuppando d’acqua l’intera volta, dal soffitto al pavimento. Ecco che quel Colle che ha aderito al Comitato Volterra per l’Unesco si ritrova a fare i conti con un patrimonio pubblico, le biblioteche, che meriterebbe forse un’attenzione maggiore. Proprio in virtù del Manifesto dell’Unesco per le biblioteche pubbliche che invita i governi nazionali e locali a sostenere le strutture e a impegnarsi attivamente nel loro sviluppo. Un impegno che monetizzato, per la città di Volterra, non vale poi molto. A denunciare le cifre messe a bilancio è il gruppo di Progetto Originario: dal 2003 a oggi i soldi destinati agli aggiornamenti della struttura sono calati da 8.700 euro, fino ai 5mila nel 2005 per arrivare a 3mila nel 2011, di cui 2700 impegnati per l'acquisti dei quotidiani. Restano 300 euro.

Da qui la mozione del gruppo che doveva essere discussa nello scorso consiglio. «Ma il sindaco – sottolinea Irene Nesi - senza sentire il parere dei capigruppo decise di non discuterla, così la trattazione del tema è stata rinviata alla prossima seduta. Tuttavia il fatto che l’argomento sia in agenda, poteva far sperare che in questo periodo venisse rivolta attenzione in più alla biblioteca. Niente di più sbagliato, visto che in queste settimane il livello di degrado dei locali ha raggiunto vette insuperate, complice il freddo delle scorse settimane e la rilassatezza nei tempi di reazione dell’amministrazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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