Sicurezza
Dal 2009 a oggi con la voglia di non mollare
CASCINA La storia recente della Bulleri Brevetti ha del paradossale. All’inizio del 2009 la proprietà, la Sicar di Carpi, decise di chiudere i battenti, nonostante commesse per 6 milioni di euro di...
CASCINA
La storia recente della Bulleri Brevetti ha del paradossale. All’inizio del 2009 la proprietà, la Sicar di Carpi, decise di chiudere i battenti, nonostante commesse per 6 milioni di euro di macchinari che dovevano essere ancora completate. È in quel momento che comincia l'incubo dei 47 dipendenti, i quali, però, decidono di non mollare.
Fiom-Cgil, Provincia di Pisa e Comune di Cascina guidano riunioni e incontri, ma è dagli stessi lavoratori che giunge la spinta decisiva per formare la cooperativa. Nel frattempo, Sicar ottiene il concordato preventivo per Bulleri Brevetti, ma ormai il destino degli operai che non hanno voluto o potuto trovare altra collocazione è tracciato.
La cooperativa fa richiesta al tribunale di Modena, competente per il concordato, di acquistare i vecchi macchinari e di lavorare nel capannone per tre anni. Un’operazione da circa 700mila euro, grazie anche al finanziamento accordato dalle banche del territorio e garantito da Fidi Toscana. Il tribunale, però, risponde che serve un’asta pubblica.
Tempo perso per i lavoratori della cooperativa che trovano un nuovo stabile, un’ex falegnameria, e lo sistemano in appena due settimane. E così gli operai salvano un'azienda di macchinari a controllo numerico che può vantare una storia lunga 75 anni. In pista, in qualità di presidente chiamano Alberto Bulleri figlio di Roberto Bulleri, colui che contribuì a lanciare sul mercato l’azienda cascinese, che ha messo sul piatto la sua conoscenza del mercato.
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