La manifestazione
Critiche al Comune sul pirogassificatore
È polemica sui ricorsi al Tar contro il pirogassificatore tra Rifondazione Comunista e Unione Inquilini da un lato e il Comune di Castelfranco dall’altro. «Il sindaco di Castelfranco
CASTELFRANCO. È polemica sui ricorsi al Tar contro il pirogassificatore tra Rifondazione Comunista e Unione Inquilini da un lato e il Comune di Castelfranco dall’altro.
«Il sindaco di Castelfranco e quello di Santa Maria a Monte – si afferma in un comunicato – hanno invitato, solo mediante i mezzi di informazione, il Comitato Antinquinamento e Rifondazione Comunista a riunire i ricorsi contro l'inceneritore ed hanno anche sostenuto che il rinvio dell'udienza cautelare prevista per il 21 febbraio scorso sia stato deciso per questo motivo. In realtà, noi reputiamo che il rinvio sia stato dovuto al fatto che nell'ultimo consiglio comunale a Castelfranco sia emerso come il sindaco e l'assessore Pardossi sapessero della richiesta di autorizzazione dell'impianto. Sembra infatti che il 23 settembre 2009 il sindaco abbia incontrato Waste e Nse Industry e, soprattutto, che il 24 marzo 2010 (una settimana prima della presentazione della richiesta di autorizzazione) Waste, Nse e la società Steam (la società che ha fatto la relazione ambientale sul progetto preliminare dell'impianto) si siano incontrati con l'assessore Pardossi ed il sindaco per la “presentazione informale” dell'impianto. Di conseguenza, non corrisponderebbe al vero quello che il sindaco e l'assessore Pardossi hanno sostenuto per mesi, cioè che ne sapessero poco o nulla. A nostro avviso, tutto ciò può avere indotto il Comune di Castelfranco a richiedere il rinvio della udienza sulla sospensione dell'autorizzazione per farla coincidere con quella del Comitato e Rifondazione per timore che il Tar non accettasse la richiesta di sospensiva ed appoggiandosi di fatto agli altri due ricorsi».
La proposta di riunire i ricorsi non viene giudicata seria da Rifondazione e Unione Inquilini, «poiché i ricorsi sarebbero stati trattati ugualmente in maniera congiunta dal Tar. Non solo. Se ci fosse stata veramente l'intenzione di riunire i ricorsi, allora i Comuni ricorrenti avrebbero potuto convocare il Comitato e Rifondazione Comunista per agire in maniera congiunta e non inviare pubblicamente questa proposta a tre giorni dallo scadere del termine di impugnazione».
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