Stazione unica all’interporto l’Unione si fa anche sui binari
Il sindaco di Santa Croce lancia l’idea del nuovo scalo a San Donato per passeggeri e merci «Quelli esistenti di San Romano e San Miniato Basso messi insieme non ne fanno uno decoroso»
SANTA CROCE
L'idea è di quelle che guardano lontano, proiettata avanti nel tempo e nello spazio, oltre quei confini comunali divenuti improvvisamente stretti. Il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi pone un altro punto nell’agenda già affollatissima della futura Unione del Comuni del Valdarno. «Nel collegamento ferroviario lungo l’asse Pisa-Firenze – spiega – il Valdarno merita uno scalo degno di questo nome. Abbiamo due stazioni, San Romano e San Miniato Basso, che insieme non ne fanno una, per il contesto di degrado e la scarsità di servizi che da anni le contraddistingue».
Da qui la proposta: «Per il futuro – dice Ciaponi – dovremmo iniziare a pensare a una stazione unica, che funzioni davvero, prevedendo la valorizzazione di una delle due esistenti oppure la realizzazione di una stazione nuova, più baricentrica, che potenzi anche il trasporto su rotaia riducendo quello su gomma. Sono convinto che uno scalo importante, sia per i passeggeri che per le merci, porterebbe benefici ai cittadini e alle aziende».
L’idea, non a caso, arriva da un comune, quello di Santa Croce, che si trova in posizione perfettamente equidistante rispetto alle due stazioni del comprensorio, poste sulla sponda sinistra dell’Arno: San Romano e San Miniato Basso, ben integrate rispettivamente con i territori di Montopoli e Castelfranco da un lato, San Miniato e Fucecchio dall’altro.
«È vero – dice Ciaponi – ma bisogna tenere conto che le stazioni funzionano bene se collegate al trasporto locale. Iniziando a guardare al comprensorio come entità unica, potremmo anche ipotizzare la realizzazione di un sistema di collegamento rapido tra le nuova stazione e i comuni: una metropolitana di superficie o qualcosa del genere, che attraverso un percorso circolare vada a toccare i 5 comuni del Valdarno. Sono ipotesi da valutare, anche in un’ottica di potenziamento dei collegamenti Pisa-Firenze».
La proposta si lega inevitabilmente alle sorti dell’interporto di San Donato, per il quale fu realizzato anche un terzo binario che doveva servire come scalo merci del Valdarno, a metà strada fra le stazioni passeggeri di San Romano e San Miniato. Un’opera mai utilizzata, inghiottita dalle difficoltà di un progetto pensato troppo in grande, rispetto allo sviluppo del distretto, e a cui si sono aggiunti i problemi economici e giudiziari del gruppo Btp.
Nei prossimi anni si dovrà decidere che fare di quegli immensi volumi rimasti vuoti: capire se quello diventerà davvero un interporto o se dovrà essere anche qualcos’altro. E nella seconda ipotesi, la stazione unica potrebbe nascere proprio lì. «Sono progetti lontani nel tempo – dice il primo cittadino di Santa Croce –, ma come amministratori abbiamo il dovere d’iniziare a pensare a quale futuro immaginiamo per il nostro territorio».
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