Attenzione
«Quel protocollo sanitario approvato mina l’ospedale»
VOLTERRA «Il futuro del nostro ospedale è in quel protocollo sulle politiche sanitarie approvato in consiglio comunale a dicembre contro il nostro parere e già siglato dal sindaco e dal direttore...
VOLTERRA
«Il futuro del nostro ospedale è in quel protocollo sulle politiche sanitarie approvato in consiglio comunale a dicembre contro il nostro parere e già siglato dal sindaco e dal direttore generale. Ma quanta gente conosce che cosa c’è scritto?». E’ una sorta di campagna di informazione quella che intende fare la commissione sanità di Progetto Originario. Sul blog del gruppo consiliare è disponibile, visibile e scaricabile. «E’ giusto che su questo tema ci sia una discussione aperta, trasversale e trasparente. «Il tema è drammaticamente serio e delicato e non merita strumentalizzazioni o manipolazioni di tipo elettoralistico». Progetto Originario parla di quello che loro chiamano smantellamento dei servizi di base dell’ospedale: pediatria, ostetricia, laboratorio di analisi e forse la cardiologia. «In questo modo è il diritto alla salute sancito dalla Costituzione a venir meno. Su un principio simile non possiamo recedere, dove è andato a finire il diritto fondamentale delle donne della Valdicecina che se aspettano un bambino e sono costrette a recarsi al pronto soccorso, non possono neppure aspettarsi un’ostetrica reperibile?».
Il gruppo di opposizione torna sul prossimo accorpamento di cardiologia e medicina. «Noi non abbiamo approvato il protocollo sanitario sull’ospedale perché trascura di parlare, completamente, di cardiologia. E lo fa scientemente, perché quando in consiglio proponemmo di introdurvi alcuni capoversi a garanzia di questa specialità così importante nell’economia del nostro presidio, l’emendamento fu bocciato dalla maggioranza. Così facendo – e concludono – si è impedito che il protocollo ci tutelasse dal più che probabile accorpamento tra cardiologia e medicina generale, un provvedimento sciagurato che indebolirebbe terribilmente l’ospedale».
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