Il Tirreno

Pontedera

i negozi della domenica

«Peccato per gli altri la gente c’è e si lavora»

di Francesca Suggi

PONTEDERA La nostra domenica pomeriggio tra gente che entra per curiosare, piccoli acquisti e immancabili commenti del tipo “Peccato che siete solo in pochi aperti”. Pochi ma buoni e soddisfatti...

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PONTEDERA

La nostra domenica pomeriggio tra gente che entra per curiosare, piccoli acquisti e immancabili commenti del tipo “Peccato che siete solo in pochi aperti”. Pochi ma buoni e soddisfatti delle vendite, gli irriducibili delle domeniche con le vetrine illuminate.

Si contano su una mano oggi i paladini “made in Pontedera” della liberalizzazione delle aperture domenicali. Questo pomeriggio, primo giorno di festa del mese, non mancherà lo shopping a ritmo dance di Tally Weijl.

«Noi siamo sempre aperti e confermiamo che sul corso il passaggio è continuo», raccontano le commesse. Il negozio di abbigliamento teen va forte tra gli adolescenti. Che pure la domenica non mancano a “fare lo struscio” e si concedono sempre una “pausa passata, orecchini, canottiera”.

«La domenica non facciamo grandi vendite di oggetti importanti ma tante cose piccole e a fine giornata l’incasso c’è», continuano loro che hanno avuto l’ordine del sempre aperto dalla casa madre svizzera. Target differente, ma pure contente, con sacrificio, di restare aperte la domenica le commesse della profumeria Gardenia. «Si perde un po’ il senso della domenica in famiglia e a casa facciamo grandi sacrifici – dicono –. Ma oggi quando si lavora non bisogna lamentarsi».

Il lavoro c’è. Penalizza indubbiamente il contesto di vetrine buie, la stragrande maggioranza. Eppure anche la filosofia del negozio di calzature “Night and Day” è quella dell’apertura serrata. «Devo dire che la prima domenica che restammo aperti la gente non lo sapeva e il flusso era un po’ misero, ma le domeniche successive ci siamo ripresi.

Se le persone avessero la certezza di venire a Pontedera e trovare tutto il centro aperto, sono convinta che avremmo un gran movimento», fa la sua riflessione Francesca a cui tocca sempre il turno festivo.

Un po’ più scocciata, ma così è, la commessa di “Nara camicie”: «Dobbiamo restare aperti perché così vuole il titolare, il passaggio di gente c’è, ma noi non abbiamo più tempo libero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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