Gioco
La cittadinanza simbolica a 1200 bambini immigrati
PONTEDERA Diciotto attestati di cittadinanza italiana consegnati insieme a una copia della Costituzione ad altrettanti bambini e ragazzi stranieri, nati in Italia da immigrati. È il clou della...
PONTEDERA
Diciotto attestati di cittadinanza italiana consegnati insieme a una copia della Costituzione ad altrettanti bambini e ragazzi stranieri, nati in Italia da immigrati. È il clou della cerimonia promossa dalla Provincia di Pisa nell’ambito della campagna «L’Italia sono anch’io» e che ha radunato la sala consiliare dell’Ente centinaia di famiglie di migranti accolte dai sindaci di tutta la provincia. Nei prossimi giorni saranno 1206 i figli di immigrati nati in Italia e residenti in provincia che riceveranno a casa l’attestato. «Lo scopo di questa iniziativa - ha detto il presidente della Provincia, Andrea Pieroni - che non ha alcun valore giuridico, è di portare al centro dell’attenzione il tema della cittadinanza come elemento di primaria importanza per uno Stato democratico che tende a far sì che le persone possano godere pienamente di tutti i diritti». «Abbiamo scelto di fare questa iniziativa il primo marzo - ha concluso l’assessore provinciale all’integrazione, Silvia Pagnin - perché è la giornata dedicati agli immigrati: in Italia le persone di origine straniera sono circa 5 milioni e quelle nate in Italia sono più di 572 mila. Un numero alto che testimonia la stabilizzazione delle migrazioni e impone di guardare con attenzione alla seconda generazione di immigrati».
Pieroni e la fusione dei Comuni. Nella veste di presidente toscano dell’unione delle province Pieroni è intervenuto per sottolineare che «gli obiettivi che dobbiamo perseguire nell’interesse dei cittadini sono la fusione dei Comuni, il dimensionamento delle Province su una scala di Area Vasta ed infine l’eliminazione della pletora di enti vari, Ato, Consorzi e agenzie. Il tema della fusione dei Comuni, posto all’attenzione della stampa in questi giorni deve entrare nella discussione politica alla luce della legge regionale 68/2011 che consente alla Regione di promuovere l’accorpamento di più Comuni, in special modo quelli obbligati all’esercizio associato delle funzioni fondamentali».
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