Il Tirreno

Pontedera

Frantoi e chiese Se i tesori nascosti diventano palco

di
Frantoi e chiese Se i tesori nascosti diventano palco

SAN MINIATO Un teatro dei luoghi e della memoria, calato negli spazi più nascosti e insoliti della città. Un viaggio in una San Miniato inedita e sconosciuta, fin nella sue viscere, negli antichi...

3 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO

Un teatro dei luoghi e della memoria, calato negli spazi più nascosti e insoliti della città. Un viaggio in una San Miniato inedita e sconosciuta, fin nella sue viscere, negli antichi spazi ipogei, nelle cantine, alla ricerca di voci e ricordi. E' il filo conduttore del "Frantoio parlante", la rassegna che da ottobre porta teatro, musica e danza nei luoghi nascosti di San Miniato. Un'idea nata dalla fratellanza artistica fra Andrea Mancini, regista teatrale, e Lapo Ciari dell'associazione TerritorioTeatro. Una manifestazione che arriva stasera al suo ottavo appuntamento con "L'uomo del faro". Alle spalle, già sette spettacoli da tutto esaurito, a dimostrazione del successo per un teatro povero, fatto di oggetti quotidiani e di memorie locali, dove gli spazi più insoliti fanno da protagonista in un palcoscenico senza più distinzioni tra spettacolo e spettatori. «E' un'idea nata in agosto per il Palio di San Rocco – ricorda Mancini - quando immaginammo di portare il teatro in spazi non convenzionali, dialogando con questi luoghi per restituirne la memoria attraverso un ideale itinerario storico-culturale». «Un teatro della memoria legato al territorio», sottolinea Ciari. Un percorso che ha toccato, per prima, la cantina sotterranea nascosta al di sotto del vicolo del Bellorino, accanto alla casa del pittore Dilvo Lotti, per poi entrare nella chiesa di Santa Caterina, in piazza XX Settembre, e inoltrarsi fra le memorie del vicolo carbonaro con "La via dei malcontenti": un itinerario teatrale nei luoghi che nel Medioevo ospitavano le ultime notti dei condannati. Grande successo, a febbraio, anche per "Sirene su San Miniato", spettacolo dedicato alle memorie e ai racconti, in gran parte inediti, scritti da donne di San Miniato, che sarà riproposto in occasione dell'8 marzo. «Quella sera eravamo nel refettorio del convento di San Francesco – dice Mancini -; un luogo eccezionale ma praticamente sconosciuto, dove abbiamo ospitato più di 120 spettatori». E poi c'è il Frantoio della Briccola, in via Maioli, che dà il nome alla rassegna e che ospiterà lo spettacolo di questa sera. «Accanto alle vecchie macine – dice Ciari – dove una volta si frangevano le olive, oggi si frangono storie, voci e simboli». L'appuntamento con "L'uomo del faro" è per le 21,30, con ritrovo al palazzo del Campana-Guazzesi. Da lì gli spettatori saranno condotti al frantoio (ingresso 5 euro). «Il lavoro prende spunto da un articolo di giornale sullo stato di abbandono di un faro all’isola di Procida», spiega Ciari. «Abbiamo immaginato che il figlio del fanalista tornasse a visitarlo dopo tanti anni - prosegue Mancini - e che alla vista dello stato di degrado del luogo dell'infanzia, rivivesse così intensamente le scene del passato in una dimensione tra sogno e realtà. Sono i vecchi oggetti abbandonati ad accendere i ricordi in una sorta di realismo magico». Il "Frantoio parlante" proseguirà poi con due spettacoli conclusivi (ore 21,30): sabato 10 marzo con "Di fatto Teresa", sempre alla Briccola, e il 31 marzo con "Segnali di scarica" al Campana-Guazzesi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web