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PERIGNANO

Vedono disegnare, chiamano i Cc

Singolare fatto alle Poste raccontato dalla vittima di un equivoco

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Le attese negli uffici postali, si sa, a volte possono essere servanti. Massimo Bernacchi, 34 anni, ieri mattina, l’ha presa con filosofia. Ma ci ha rimediato l’intervento dei carabinieri. Bernacchi, nell'attesa che si smaltisse la fila per pagare alcune bollette, si è messo a disegnare, «con la famosa penna Bic legata al tavolo con lo spago, su di una di quelle fotocopie che pubblicizzano i prestiti veloci». Disegnare, spiega il giovane, «oltre che il mio lavoro, è la cosa che mi fa scorrere velocemente il tempo e, con un occhio sul foglio e uno sul signore che mi precedeva, sono arrivato al mio turno quasi senza accorgermene». Alla cassa, aspettando le ricevute, il giovane ha notato che il brusio dentro l'ufficio era cessato di colpo. «Poi ho visto sulla porta due carabinieri che osservavano proprio me. Mi hanno inviatato a seguirli. Fuori mi hanno chiesto di mostrare i documenti e tutto quello che avevo preso dentro la Posta. Ho consegnato le ricevute del gas e dell'acqua e il saldo della posta-pay che avevo richiesto. Ma loro cercavano il foglietto con il disegno. Lo avevo ancora in tasca solo perché non avevo avuto ancora il tempo di buttarlo, come di solito faccio. Naturalmente mi è venuto da ridere». Qualcuno dall’ufficio postale ha chiesto l’intervento dei carabinieri. Forse hanno temuto una rapina.

Oggi scattare foto o addirittura fare «riprese all'interno di un ufficio postale è un giochetto da tutti, basta far finta di telefonare o inviare un sms. Entrare e fare uno schizzo è una roba romantica, una roba da romanzo». Eppure...

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