Sicurezza
Rifondazione sbotta: «Vivaldi si dimetta»
Maggioranza sempre più in crisi a Montopoli. Il consiglio comunale non viene convocato da dicembre
MONTOPOLI
Dado tratto, pazienza finita. Non usano mezze parole gli esponenti di Rifondazione Comunista di Montopoli parlando dell'attuale situazione della maggioranza al Comune. Dopo l'infinito dilungarsi della questione del ridimensionamento dell'Arpat locale, che in ottobre aveva visto contrapporsi il Prc alla maggioranza guidata dal sindaco Vivaldi con conseguente “licenziamento” dell'assessore comunista Giuseppe Novino, sembra che la rottura sia definitivamente arrivata e non aspetta altro che l'ufficializzazione nel prossimo consiglio comunale. Appuntamento che peraltro, denunciano dal Prc, tarda ad arrivare. «Il Pd sembra aver perso ogni riferimento con la realtà. Da una parte a livello nazionale parla di “governi con chi ha la maggioranza reale del paese” e a Montopoli, invece, si disconosce il risultato elettorale, procedendo, di fatto, verso un governo monocolore, con una rivendicazione di autosufficienza che è inesistente e difficilmente potrà bastare al prossimo appuntamento elettorale – affermano dal Prc –. Una chiusura definitiva con l'esperienza del centrosinistra, attuata dal sindaco Vivaldi con un atto scellerato, il ritiro della delega, che si profila come un gesto autoritario bello e buono, tipico di chi è rimasto senza argomenti politici. Con la chiusura dei rapporti con le altre forze di maggioranza, il Pd ha di fatto reso illegittima la giunta Vivaldi e la maggioranza politica che ha vinto le elezioni non esiste più, quindi il sindaco deve dimettersi e si deve aprire una crisi». Di qui la decisione definitiva, che si concretizzerà al prossimo consiglio. Un addio per adesso del solo Prc, ma che di qui a poco potrebbe riguardare anche altre forze politiche coinvolte. «Avremmo voluto dare comunicazione di tutto questo in sede consiliare – spiega l'ex assessore Giuseppe Novino – ma per la giunta e per questo sindaco anche il consiglio comunale è stato ridotto ad un mero passaggio burocratico da evitare. Da molti mesi il dibattito politico è pressoché fermo. Da dicembre non si fa un consiglio e rimangono ancora da discutere il regolamento urbanistico, il bilancio di previsione e, non ultimo, il famoso disciplinare Arpat».
Nilo Di Modica
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
