Il Tirreno

Pontedera

Infermieri e operatori uniti in Comitato

di Francesca Suggi
Infermieri e operatori uniti in Comitato

Contro i tagli risorge il movimento in difesa dell’ospedale, presto una manifestazione di piazza. «La politica stia fuori»

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VOLTERRA

Infermieri e operatori in subbuglio. Nasce al tavolo di un bar la volontà di circa una trentina di “camici bianchi” di dar vita a un nuovo Comitato in difesa dell’ospedale.

Da reparti e corsie esplode la voglia di opporsi a quella riorganizzazione ospedaliera che dall’interno ha l’odore di tagli e riduzioni. Fresca dell’altro ieri, per esempio, è la soppressione della reperibilità pediatrica. A giugno prenderà concretezza il dibattuto accorpamento di cardiologia e medicina. E ancora fresca è la ferita della chiusura del punto nascita. «Entro fine mese organizzeremo una manifestazione cittadina», annunciano.

La politica fuori. Non vuole essere strumentalizzato dalla politica il neo comitato. «Se le forze politiche e i partiti hanno voglia di supportarci ben vengano, ma con percorsi paralleli ai nostri e nelle sedi opportune. Non vogliamo correre il rischio di essere strumentalizzati», dicono. Del gruppo che risorge dalle ceneri di quegli attivisti che anni fa vedevano in prima linea l’attuale sindaco Marco Buselli e il capogruppo di Progetto Originario Fabio Bernardini fanno parte operatori di tutti i reparti. Oggi il direttivo del gruppo incontrerà i sindacati per capire se hanno intenzione di appoggiare il movimento e prossimamente sarà il mondo dell’associazionismo volterrano l’interlocutore del neo comitato. La volontà è quella di unire tutte le forze civili della società volterrana.

L’ex infermiera scrive al presidente Rossi. Da tempo ormai difende a spada tratta l’ospedale di Volterra Brunella Degl’Innocente. Lei è un’ex infermiera, una nonna partecipativa come ama definirsi.Questa volta prende carta e penna e scrive direttamente al presidente della Regione Enrico Rossi per ricordare al numero 1 regionale della sua visita di 3 anni fa a Volterra. «Che fine ha ha fatto il progetto di quel monoblocco ospedaliero a quattro livelli dotato di bar, ristorante da 45 milioni di cui ci parlò in quell’occasione?». E continua: «Signor presidente non vorrei essere impertinente ma non è per caso che si precipitò a dire quella bugia sanitaria per calmare quei cittadini scomodi e rumorosi che stavano semplicemente protestando contro certe decisioni per noi assurde, tipo quella di spostare pediatria in medicina?». E chiude: «Sono certa che i grandi presidenti trovano anche il tempo e il coraggio di rispondere a piccole domande come queste».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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