Il dolore
Cede le tombe di famiglia per arrivare alla pensione
Ex commerciante, ora disoccupato, mette in vendita i loculi della cappella privata «Con i soldi pagherò i contributi che mi mancano per avere il sussidio dell’Inps»
TERRICCIOLA
Senza più lavoro, a due anni dalla pensione, un 61enne è disposto a vendere quattro degli otto loculi della propria cappellina di famiglia al cimitero pur di trovare un po' di sostegno economico. «Chi ha la mia età e non ha più un'occupazione viene dimenticato da tutti», dice Andrea Volterrani.
Prima commerciante e poi autotrasportatore, l'uomo si è ritrovato senza due anni di contributi. Pensava di poter andare in pensione, ma in realtà non ha più entrate economiche per sostenere la sua famiglia. Tanto da aver deciso di mettere in pratica la clamorosa protesta. «Al cimitero di Terricciola – spiega – la mia famiglia ha una cappellina con otto posti. Tre sono occupati dai miei genitori e da mio fratello. Il quarto è destinato a me. Ma venderei i quattro rimanenti per ottenere i soldi che mi mancano per completare la contribuzione pensionistica e stare finalmente tranquillo con la mia famiglia».
Fino al 2000 Volterrani ha venduto mobili e gestito un'impresa di pompe funebri a Selvatelle. Poi ha chiuso l'attività e ha conseguito la patente E per guidare camion. La crisi economica, però, ha colpito proprio il settore del trasporto di merci, lasciandolo senza lavoro. «Ho venduto l'oro che avevo – riprende il 61enne – e anche i quadri accumulati in tanti anni di vita. Non so più che fare. Ho fatto il controllo dei contributi per la pensione, mi mancano ancora due anni di versamenti. Il problema è che non so dove prenderli, visto che non riesco più a trovare lavoro come autista».
Ha provato anche a rivolgersi al Comune di Terricciola per ottenere qualche mansione da poter svolgere e guadagnare un po'.
«Mi era stato detto che c'erano possibilità – sottolinea – ma non sono mai stato chiamato in quattro mesi. Avrei anche un furgone con cui poter fare traslochi o lavoretti. Ma servono i soldi per l'assicurazione che non ho». La questione va oltre il singolo caso e pone un problema di cui la società e il mondo politico non sta discutendo più di tanto. «La mia è una protesta – dice ancora – per far luce sui problemi che affliggono molte persone della mia generazione. Si parla tanto dei giovani che non trovano occupazione o che hanno difficoltà a entrare nel mondo del lavoro.
Un argomento sacrosanto, non c'è che dire. Ma che ne è delle persone che come me hanno 50 anni o anche di più e non vengono più presi in considerazione da nessuno? Siamo dimenticati da tutti, ma viviamo veri drammi esistenziali, frutto di una crisi economica che sta devastando il tessuto sociale. Il mio è un gesto eclatante, lo ammetto. Ma è anche il risultato di uno stato d'animo che non mi fa vedere nessuna soluzione diversa».
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