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Pontedera

Sulla scuola deciderà l’Unione

Sulla scuola deciderà l’Unione

La cittadella dell’istruzione all’esame del coordinamento dei sindaci

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SANTA CROCE

Una sorta di esame per la nascente Unione del Valdarno.

«Un banco di prova della reale volontà unitaria dei quattro Comuni». E' così che il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi considera il dibattito sul futuro delle scuole superiori del comprensorio. «Un tema – dice – che non può essere affrontato in modo estemporaneo o da un singolo Comune, ma solo in termini di area. Porteremo la questione all'esame del coordinamento dei sindaci».

Gli ultimi dati sulle iscrizioni, infatti, hanno riaperto una discussione di lunga data, che dovrà sbloccarsi necessariamente con una decisione sulle sorti del liceo Marconi. Da una parte c'è la posizione di San Miniato, che reclama il ritorno del liceo nella sede storica; dall'altra gli altri Comuni, che insieme alla Provincia suggeriscono invece la progettazione di un nuovo polo scolastico a valle. «Il Valdarno – dice Ciaponi – per la sua storia e per la sua omogeneità, ha diritto a pieno titolo ad un vero polo scolastico, che soddisfi tutte le esigenze educative che il territorio richiede. Tuttavia, le ristrettezze economiche e le modificazioni istituzionali in atto, impongono di trattare il tema in termini di riorganizzazione e di razionalizzazione della spesa, evitando sprechi e doppioni».

Posizione condivisa dal sindaco di Castelfranco Umberto Marvogli: «Serve una nuova localizzazione – dice – che garantisca la viabilità, i trasporti e i servizi. Una sede nel comune di San Miniato, ma in posizione più accessibile». I due sindaci intervengono anche sul futuro degli indirizzi, provando ad analizzare il flop del linguistico al Carducci e la possibilità, avanzata dal sindaco di San Miniato, di rimpiazzarlo con il nuovo indirizzo alberghiero. «Credo che il progetto del Carducci – dice Ciaponi – nascesse dalla volontà di salvare una struttura esistente. La strategia, invece, dovrebbe essere all'opposto: prima si fa un progetto e poi ci si preoccupa delle strutture. Sull'indirizzo alberghiero ho qualche perplessità, ma vorrei prima vedere il progetto, capire quali valutazioni hanno portato a questa proposta». «Manca poi anche una certa specializzazione tecnica – suggerisce Marvogli – quella manualità artigiana che le ditte non trovano più. Dovremo valutare attentamente gli studi e i dati delle scuole».

Giacomo Pelfer

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