La manifestazione
Piaggio, stop di 2 ore lo sciopero Fiom blocca anche le merci
Davanti ai cancelli: «Per la libertà e la dignità del lavoro» Il sindacato prepara la manifestazione a Roma del 9 marzo
PONTEDERA
Blocco delle merci, in entrata e in uscita, e braccia incrociate per più di due ore. Alla Piaggio la Fiom affila le armi in vista della manifestazione nazionale di venerdì 9 marzo a Roma. Allo sciopero l’adesione ha toccato il 30% tra gli operai e per tutta la durata le linee produttive si sono fermate.
Gli operai si sono radunati alle 9, con l’obiettivo di effettuare l’assemblea nella sala mensa concessa dall’azienda. Ma stando ai delegati sindacali «mancava il microfono e a quel punto è stato fatto un corteo interno fino alla portineria 4, dove è stato improvvisato un comizio che ha bloccato i camion in entrata e uscita».
Circola un documento a firma della Rsu Fiom dal titolo “Per la libertà e la dignità del lavoro”. I temi sul tavolo sono la vertenza Fiat e la difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
«Il diritto a essere reintegrati quando si viene licenziati ingiustamente è un principio di civiltà ed è alla base del diritto a contrattare salario e condizioni di lavoro – affermano i delegati –. L'attacco all'articolo 18 è un attacco alle libertà individuali e contemporaneamente, attraverso una condizione permanente di ricatto, mette in discussione le capacità di sostenere collettivamente i propri diritti con la contrattazione e lo sciopero. E rende permanente il senso di precarietà del lavoro, proprio mentre a parole si dice di volerla limitare, consentendo alle aziende di continuare a concorrere sul costo del lavoro e non sulla qualità e l'innovazione».
Sono alcuni dei temi che per i delegati Fiom oltre all’appuntamento di Roma dovranno avere un seguito in fabbrica, «a cominciare dalla trattativa per il rinnovo del contratto integrativo». Il nodo è la piattaforma «che non dovrà essere calata dall’alto, ma costruita ascoltando i lavoratori». E t ra le questioni da mettere a fuoco si parla di salario, sicurezza, ritmi di lavoro e contrasto alla precarietà.
A corto raggio si guarda a Roma. «Di fronte ai problemi veri l’appartenenza sindacale viene meno – sottolineano –. Allo sciopero hanno aderito anche lavoratori con in tasca una tessera diversa dalla nostra».
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