Il Tirreno

Pontedera

Guerra agli sprechi in tavola e più qualità coi prodotti nostrani

di Gianni Rosini
Guerra agli sprechi in tavola e più qualità coi prodotti nostrani

La ricetta della Cia: la crisi si combatte rilanciando il settore agricolo locale. Domattina un incontro al “Podere del Grillo”

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SAN MINIATO

Per combattere la crisi e rilanciare l'economia agricola locale è necessario cambiare le proprie abitudini quotidiane, dando maggior peso a quelli che sono i prodotti del nostro territorio. Sarà questo il tema al centro dell'incontro di domattina, alle 10,30, nei locali dell'osteria agricola “Podere del Grillo”, dal titolo "Basta il giusto", promosso dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia) di Pisa.

Stefano Berti, direttore provinciale, è convinto che sia arrivato il momento di cambiare la cultura del cibo nelle persone, cercando di rivalutare il rapporto tra cittadino e prodotti alimentari, limitando gli sprechi e cercando di consumare alimenti locali e di qualità: «Una famiglia italiana – spiega – butta in media 2mila euro all'anno di alimenti, uno spreco che sarebbe evitabilissimo se si conducesse una politica degli acquisti più accorta. Se si riesce a cambiare la mentalità del cittadino medio è possibile che esso investa i soldi risparmiati in prodotti che provengono dalla filiera corta e, magari, qualitativamente migliori, anche se un po' più costosi».

Lo sguardo del direttore di Cia Pisa si sposta anche verso la grande distribuzione, auspicando una collaborazione che porti alla valorizzazione di questi prodotti: «Il cliente di un supermercato – continua – è portato ad acquistare un prodotto più economico di un altro proprio perché, all'apparenza, non trova differenze qualitative tra i due. Se, però, la grande distribuzione decide di perseguire una politica che tenga conto della tracciabilità del prodotto, allora il cliente potrebbe decidere di acquistare un oggetto magari più caro ma locale. Penso, ad esempio, alla possibilità di mostrare la provenienza del grano utilizzato dalle varie ditte che producono la pasta in vendita sugli scaffali dei supermarket».

Una prospettiva del genere potrebbe rilanciare anche un settore, quello dell'agricoltura, in grande difficoltà, soprattutto dopo l'ultima stangata relativa all'introduzione dell'Imu. Tutto però deve partire dalla testa del cittadino medio: «Oltre alle iniziative per i più grandi – dice Berti – abbiamo in mente di creare dei libri per bambini che trattino queste tematiche, al fine di sviluppare fin dalla giovane età una sensibilità per il tema».

All'incontro prenderanno parte Andrea Segrè, preside della facoltà di agraria all'Università di Bologna, che presenterà il suo libro "Basta il giusto", nel quale tratta proprio tematiche relative alla necessità di un rinnovamento culturale per il consumatore medio, e Giusi D'Urso, biologa, nutrizionista ed educatrice alimentare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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